«Prima educare, poi i risultati»
GAMBOLO'.Non più allenatore, ma insegnante di calcio. E' la definizione che ha coniato per sé l'allenatore del Gambolò William Fresneda, 51enne colombiano naturalizzato italiano. «Sono arrivato ad allenare il Gambolò - spiega - perchè ci giocano i miei nipoti. Sono laureato in scienze motorie e ho il tesserino Figc. Ho iniziato ad allenare questa squadra a giugno». La sconfitta di domenica non ha scalfito in niente i programmi del tecnico. «Queste partite - prosegue Fresneda - sono un momento di formazione ed educazione motoria. Non conta solo vincere, nel calcio con i ragazzi bisogna curare anche gli aspetti psicologici, fisici e sociali». Il lavoro però va fatto tenendo conto dell'età dei giocatori. «Abbiamo in squadra cinque ragazzi più giovani della media del torneo, dal momento che sono nati nel 1995 - prosegue Fresneda -. Hanno spesso problemi motori, mentre i ragazzi più grandi devono iniziare dalla base imparando i fondamentali». Lo stesso Fresneda spiega come il suo ruolo non sia quello di un semplice allenatore. «Io sono un preparatore motorio - dice - e gli obiettivi che mi pongo nella gestione di questa squadra sono gli stessi che ha la Figc. Solo in un secondo tempo inizieremo a pensare ai risultati». Per il lavoro di Fresneda sta funzionando. Ha introdotto l'abitudine di incontrare i giocatori alla domenica mattina due ore prima di ogni gara: tutti a rapporto alle 8 e nessuno si lamenta. (a.ball.)