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MOSTRA IN CASTELLO
Pavia e la Spagna, ecco
cosa farà l'Università

In margine all'intervento di domenica di Giorgio Boatti sulla mostra di pittura spagnola al Castello di Pavia, sono lieto di informare i lettori del fatto che il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Lombardia Spagnola della nostra Università è stato coinvolto per tempo nell'organizzazione di una serie di iniziative collaterali all'esposizione che mirano appunto a collegarla al territorio, alla sua storia, alle sue esigenze.
Segnalo, in particolare, che due saggi del catalogo sono dedicati al nodo irrisolto dei rapporti tra pittura secentesca lombarda e Secolo d'Oro spagnolo; che dal 31 ottobre ogni sabato alle 16 un ispanista italiano terrà una conferenza in Castello sul Siglo de Oro in tutte le sue implicazioni partendo da qualcuno dei quadri esposti; che venerdi prossimo, il 16 ottobre alle ore 17, sarà inaugurata una grande esposizione in Biblioteca Universitaria sui libri illustrati barocchi della Biblioteca stessa (grande patrimonio da valorizzare); che i membri del Centro sono coinvolti direttamente nelle attività didattiche destinate alle Scuole Superiori e agli universitari di altre città che visiteranno Pavia; infine, che le centinaia di giovani ispanisti della nostra Facoltà di Lettere faranno più di una lezione davanti alle tele dell'Ermitage.
Lo sforzo e l'impegno che ci richiede questo programma saranno certo compensati, com'è nelle intenzioni nostre e del Comune, da una più diffusa coscienza di ciò che la Spagna dei Secoli d'Oro ha supposto per la nostra storia.
Giuseppe Mazzocchidirettore del Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Lombardia Spagnola, Pavia

STRADELLA
Visite, tempi più lunghi
con l'ospedale unico

Ieri mattina sono andata all'ospedale di Stradella per prendere appuntamenti per una visita neurologica ed una visita endocrinologica di controllo. Con sorpresa mi sono sentita dire che fino a fine dicembre non se ne parlava e di ritornare più avanti.
Faccio presente che quando gli ospedali di Stradella e Broni erano divisi questi appuntamenti mi venivano dati entro 15 giorni. Ora che c'è un unico ospedale, per qualsiasi esame (escluso esami sangue) o visita, i tempi si sono molto ma molto allungati. Faccio presente che ho avuto un tumore e soffro anche di altre patologie che devo tenere controllate.
Una domanda a questo punto mi sorge spontanea: se hanno riunito i due ospedali, credo che i medici siano raddoppiati, quindi perchè ci devono essere questi tempi di attesa? E' una cosa che non capisco! Su qualche quotidiano si parla bene di questo ospedale, sarà anche bello ma ciò che conta sono i servizi che deve offrire alle persone e in questo credo che sia peggiorato, era meglio quando i due ospedali erano divisi ed ho sentito parecchie persone lamentarsi in questo senso.
Emiliana L.Stradella

NO A GARLASCHELLI
Sindone, le vere tracce
di sangue umano

Un chimico di Pavia (professor Luigi Garlaschelli) sostiene di aver riprodotto la Sindone usando come matrici il corpo di un suo assistente, un calco umano, un pigmento (ocra rossa), acido solforico, tempera liquida, alluminato di cobalto, cioè tutte sostanze che potevano disponibili ad un falsario del Trecento. Escludendo cosi l'ipotesi di un evento miracoloso.
E' bene fare alcune precisazioni: non è sufficiente ottenere un immagine visibilmente simili alla Sindone ma occorre (tra le tante analisi da fare) esaminare, per esempio, le cosiddette «macchie ematiche». Le analisi condotte nel 1978 hanno mostrato con una serie di esami (spettroscopia nel visibile e nel ultravioletto, spettroscopia ai raggi X e Ir spettroscopia di massa) l'assoluta mancanza di pigmenti e coloranti.
Poiché è stato inoltre dimostrato che l'immagine corporea non compare al di sotto delle macchie ematiche, risulta evidente che l'immagine corporea si è formata successivamente ad esse. E' stato inoltre dimostrato che la stessa immagine è dovuta ad un processo di ossidazione- disidratazione della cellulosa delle fibre superficiali.
La colorazione delle fibre è uniforme e la variazione di intensità di colore è dovuta al numero di fibre per centimetro quadrato.
Nelle zone ematiche è stata evidenziata la presenza di anelli porfirinici e mediante esame con immunofluorescenza si è accertato che si tratta di sangue umano del gruppo AB.
Per brevità, mi soffermo solo su alcune analisi (che sono state pubblicate su illustri riviste scientifiche) e che invito a compiere anche da parte di chi si cimenta nella riproduzione di immagini.
Sandro AssanelliPavia

CONTRIBUTI
Lomellina Energia:
cosa dobbiamo a Parona

Con riferimento al recente articolo dal titolo «Parona. Rifiuti, mezzo milione in meno a bilancio», questa società intende chiarire una volta per tutte quanto segue.
1) L'autorizzazione regionale per la realizzazione della seconda linea del termovalorizzatore di Parona non prevede alcun contributo a favore degli Enti locali (Comune di Parona e Provincia di Pavia). Pur tuttavia, su iniziativa della Provincia di Pavia, è stato approvato nell'ottobre 2007 un nuovo atto che disciplina i tributi, sul conferimento dei rifiuti nel nostro impianto, a favore degli enti locali (Comune e Provincia) con l'obiettivo di trovare un giusto equilibrio tra le esigenze del territorio (riduzione delle tariffe dei conferitori pubblici del bacino B della provincia di Pavia) e quelle del Comune di Parona (aumento dei contributi).
Al riguardo, il nostro sistema prevede un aumento, in valore assoluto, del contributo a favore del Comune di Parona che passa da circa 1,5 milioni di euro all'anno a circa 2 milioni di euro.
2) La società Lomellina Energia ha corrisposto regolarmente ogni anno al Comune di Parona i contributi incassati di sua spettanza che in questi primi dieci anni di attività hanno raggiunto complessivamente la notevole somma di circa 15 milioni di euro. Lomellina Energia, pertanto, non deve alcuna somma arretrata al Comune di Parona.
3) Gli incendi verificatosi nel 2008 hanno prodotto un minor ingresso di rifiuti nello stabilimento e quindi una minore entrata in conto «contributi al Comune di Parona». Questa minore entrata non è coperta da assicurazione e quindi, come previsto dalla convenzione, non è dovuto alcun rimborso al comune di Parona.
4) Lomellina Energia ha dichiarato la disponibilità a prendere in considerazione richieste del comune di Parona sulla base di alcuni presupposti chiari quali la salvaguardia degli atti sottoscritti e la realizzazione di risultati economici positivi (utili).
Vincenzo Filisettipresidente Andrea Favaconsigliere delegato Parona

PAVIA, IL COMUNE
Primo, far funzionare bene
le cose di tutti i giorni

Quando si era in campagna elettorale, per quasi tutti i candidati gli argomenti di punta erano le mega opere che intendevano realizzare per garantire e migliorare il futuro dei cittadini della città di Pavia.
Purtroppo poche volte ho sentito dire che era importante far funzionare meglio quello che già ordinariamente si fa tutti i giorni con l'obbiettivo di ridurre gli sprechi, recuperare efficienza ed essere più appropriati. Io penso che, solo dopo aver sistemato l'ordinario, si può pensare di affrontare progetti futuri, altrimenti si rischia di aggiungere inefficienza ad una situazione attuale che non si è in grado di gestire.
Mi ha fatto molto piacere che il signor sindaco, qualche giorno fa, ha messo a disposizione della cittadinanza una linea telefonica diretta per parlare con lui. Gli saranno arrivate richieste di tutti i generi, e tante di queste, pervenute da chi lo ha votato, erano sensate e motivate.
Questo ascolto diretto è senza dubbio importante e gli avrà fatto capire cosa arriva, dell'amministrazione pubblica, ai cittadini e quali sono le loro reali difficoltà e aspirazioni. Ovviamente per fare tutto bisogna disporre di risorse e anche se in parte possono essere recuperate, quello che mi aspetto da questa Amministrazione è che sappia utilizzare al meglio il grande latente potenziale già a disposizione che una città come Pavia possiede nei settori storico, culturale, sanitario e ambientale.
Mauro VigliettiPavia

PAVIA, I PROGETTI
Idroscalo, fate una sede
per il volontariato

Caso Idroscalo. Con la mancanza di spazi per cui soffre Pavia, non sarebbe meglio ristrutturarlo e farne la sede di una o due associazioni di volontari a tema ambientalistico? (Es. «Parco del Ticino» - «Club dei vogatori»?) o altre? Mi sembra una destinazione più utile.
Giorgio VeronesiPavia