Piace il mercato stretto

GROPELLO.«Evitare il trasloco vale più dei disagi. Agli spazi ridotti faremo il callo, pazienza». Ieri i quattordici ambulanti hanno testato per la prima volta la disposizione dei banchi proposta dal Comune per scansare l'ipotesi dello spostamento da via Cairoli, e garantire un corridoio di passaggio ad uso esclusivo dei mezzi di soccorso. Disposizione che raddoppia la distanza centrale tra le due file di venditori, portata a tre metri avvicinando le bancarelle le une alle altre e ai muri delle case. «Con la ristrettezza impareremo a convivere - il parere unanime - , l'importante è non andarcene da qui, approvata in pieno la proposta dell'amministrazione nonostante qualche disagio». Ieri, alla prova sul campo, nessun ambulante ha avuto da ridire circa la sostanza della novità. Che dunque potrebbe diventare definitiva nel momento in cui l'assessorato al Commercio incontrerà formalmente la categoria, al termine delle due, tre settimane di test scattate ieri. Dunque, dopo dieci mesi di didiscussioni e polemiche la questione del mercato ha l'aria di trovarsi ad un passo dall'epilogo. Accontentati gli ambulanti e i negozi del centro, che non avevano nessuna intenzione di rinunciare a via Cairoli, e messa in sicurezza l'area grazie alla nuova disposizione dei banchi, oggi in grado di permettere il passaggio a pompieri e ambulanze. C'è un però, una specie di prezzo da pagare che sono i venditori di alimentari a patire in modo particolare. Gli spazi risicati dietro ai camion e rispetto ai vicini di bancarella. «Non sappiamo più dove accatastare le cassette - dicevano ieri dal banco di frutta e verdura - . Siamo pigiati, non è facile lavorare cosi». Ma nemmeno la difficoltà nella gestione della logistica basta a muovere pareri contrari alla proposta della giunta Chiari. «Neanche per sogno - l'intervento di un collega - , se ci avessero spostati in via Di Vittorio il mercato sarebbe morto, meglio qui e stretti che altrove e senza clienti». L'ipotesi del trasloco tornerebbe a prendere piede solo se la disposizione sotto esame non ricevesse il via libera della categoria. Eventualità a quanto pare improbabile.
Simona Bombonato