Il CdA va all'attacco del sindaco Paroni

BRONI.Pronti a presentarsi in consiglio comunale per parlare di Farmabroni. in una lettera alla Provincia Pavese, i tre componenti del CdA della Farmabroni, spiegano molte delle «svolte» registrare nelle ultime ore.
La convocazione.
«In data 23.09.09 abbiamo inviato ai soci della società Farmabroni Srl la lettera di convocazione dell'assemblea per la data del 01.10.09 dinanzi al notaio con all'ordine del giorno l'approvazione della situazione patrimoniale al 31.08.09 e l'adozione della delibera ai sensi dell'art. 2482 ter C.C. Le perdite avevano infatti azzerato il capitale sociale per cui o i soci ricapitalizzano la società o questa deve essere messa in liquidazione. Contestualmente abbiamo depositato presso la sede sociale la relazione patrimoniale al 31.08.09.
I soldi in eccesso.
In pari data abbiamo anche inviato all'Amministrazione comunale la richiesta di restituire della parte del compenso aggiuntivo che questa Amministrazione comunale, come del resto la precedente, aveva percepito in eccesso. Il Comune aveva infatti sempre preso come base di calcolo l'intero fatturato della società, e quindi anche il fatturato prodotto dall'attività di vendita di farmaci all'ingrosso, e non solo quello prodotto dalla vendita di farmaci al dettaglio che era oggetto del contratto tra Comune e società (...).
La delibera di revoca.
«Due giorni dopo (...) la giunta comunale ha adottato una delibera di revoca dell'attuale consiglio di amministrazione (e di nomina di un amministratore unico, ndr) motivandola con la mancata comunicazione, da parte del Cda, della situazione patrimoniale al 31.08.09, mancanza ovviamente inesistente e pretestuosa in quanto la situazione patrimoniale e la relazione degli amministratori erano a disposizione dei soci (...).
«Abbiamo quindi inviato, per spirito di collaborazione, al Comune la relazione patrimoniale che era depositata presso la sede sociale ma non abbiamo cambiato l'ordine del giorno dell'assemblea poiché la richiesta di inserimento di detti punti all'ordine del giorno ci era pervenuta in ritardo e la predisposizione dell'ordine del giorno dell'assemblea spetta al presidente del consiglio di amministrazione e non al socio di maggioranza (...).
Il rinvio.
In assemblea il rappresentante del sindaco ci ha chiesto altri venti giorni di tempo per decidere e di inserire nell'ordine del giorno della prossima assemblea i due punti che non erano stati inseriti in precedenza. Abbiamo quindi deciso di convocare una nuova assemblea per il 20.10.09 alle ore 16 sempre dinanzi al notaio (...). Precisiamo che nessun componente di questo consiglio di amministrazione ha intenzione di rimanere un minuto in più del necessario in una società come questa. E' legittimo per il socio di maggioranza cambiare gli amministratori di una società quello che non è legittimo è inventarsi i motivi per farlo. Questo consiglio di amministrazione non ha infine bisogno di alcun «salvacondotto» dalla giunta comunale visto che i due soci, durante l'assemblea di approvazione del bilancio dell'esercizio 2008, hanno votato all'unanimità il bilancio, le relazioni accompagnatorie e la rinuncia all'azione di responsabilità verso gli attuali amministratori. Diamo sin d'ora la nostra disponibilità a relazionare al consiglio comunale avendo svolto il nostro compito con correttezza e professionalità».