Si continua a scavare nel fango


di Sara Scarafia e Antonio Fraschilla
MESSINA. Il bilancio dei morti è salito. Due giorni dopo l'alluvione di Messina i corpi recuperati sono 21. Ma ci sono ancora tra 30 e 40 dispersi. Dopo la choc e la paura a Messina è arrivato il momento della rabbia. Quella degli sfollati, almeno 500, che chiedono giustizia.
Ieri la pioggia ha dato tregua. A qualche acquazzone si sono alternati momenti di sole. La macchina dei soccorsi è andata avanti senza sosta: 1.100 uomini, 250 mezzi e 15 elicotteri. Si è continuato a scavare anche con le mani a Scaletta Zanclea, il comune alle porte di Messina devastato dall'alluvione, e nelle frazioni di Giampilieri, Molino, Altolia, Briga Superiore, dove sotto le macerie si cercano i dispersi della tragedia. Trenta persone sono ancora ricoverate in ospedale, mentre cinquanta sono state dimesse ieri mattina. Hanno partecipato alle ricerche pure i sommozzatori che hanno cercato i dispersi anche in mare.
Ieri il dramma è stato soprattutto a Molino e Altolia, ancora irraggiungibili con i mezzi di terra: gli abitanti, dopo più di 36 ore passate senza acqua e luce sui tetti delle case, sono stati sfollati con gli elicotteri. Ieri sera è toccato a 500 persone di Giampilieri, soprattutto bambini e anziani, portati via in tre ore dagli uomini dei soccorsi. Quello degli sfollati, con gli occhi gonfi di lacrime, e gli stessi abiti ormai lerci ancora addosso, è la tragedia del giorno dopo. Portano in mano sacchetti di plastica con dentro quel po' che sono riusciti a salvare, mentre gli uomini dei soccorsi li accompagnano verso luoghi più sicuri.
Il trasferimento verso gli alberghi di Messina inizia in piena notte, quando le ruspe aprono la strada per Giampilieri: trecento persone vengono caricate sugli autobus dell'esercito, prima i bambini, gli anziani e i disabili, poi tutti gli altri. Un esodo che va avanti per tutta la giornata. Nel villaggio fantasma nessuno può restare: non c'è acqua, non c'è luce, non c'è gas. A Scaletta Marea, invece, non arriva nessun autobus. La strada è ancora sotto tre metri di fango. Dove non si può arrivare né con le auto né a piedi, si evacua con l'elicottero. Come a Molino e Antolia, le due frazioni rimaste isolate fino al pomeriggio. Nel campo sportivo che è stato trasformato in eliporto, a Santa Margherita, i primi ad arrivare sono una donna dializzata e una bambina, che erano nella scuola dove si erano radunati i circa duecento sfollati.
Intanto la Regione ha deciso di stanziare 20 milioni per i primi interventi e di aprire un'inchiesta amministrativa per accertare eventuali responsabilità, ma spiega che la gestione dei fondi e anche dell'emergenza spetta allo Stato. Giovedi Palazzo d'Orleans era stato preso di mira dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che aveva accusato la Regione di aver utilizzato male il denaro. Ieri il deputato del Pd Panarello, che è nato proprio a Giampilieri, ribatte sostenendo che un milione stanziato nel 2007 per la zona dove è accaduto il disastro, è stato dirottato alle Eolie per volere del ministro.