Fabio Savi trasferito a Milano
VOGHERA.Fabio Savi, il killer della «Uno Bianca» stremato da un lungo sciopero della fame, ha lasciato alla chetichella l'ospedale di Voghera. Ieri mattina alle 8 una squadra della Croce Rossa ha raggiunto la sua camera blindata, nel reparto di urologia, ha preso in carico il detenuto ed è partita alla volta di Milano, scortata da una pattuglia della polizia penitenziaria di Voghera. L'ergastolano è stato trasferito all'ospedale San Paolo, dove esiste un'ala «blindata»: un reparto da 20 posti letto, con una presenza fissa di guardie carcerarie, destinato ad accogliere i detenuti malati provenienti dal carcere milanese di San Vittore e da altre prigioni della Lombardia.
Il trasferimento è stato organizzato in gran segreto, per evitare il pericolo di fuga o magari l'intervento di altre persone. La decisione di trasferire uno dei due capi della Uno Bianca è stata presa quando è apparso chiaro che la degenza in ospedale di Savi si stava prolungando e che le sue condizioni di salute peggioravano di giorno in giorno. Savi sta facendo lo sciopero della fame dal 27 agosto: sono già 36 giorni che non tocca cibo. Il killer è stato ricoverato all'ospedale di Voghera il 23 agosto, per accertamenti clinici e per tenere la situazione sotto controllo. In questi 10 giorni Savi ha continuato però a rifiutare il cibo, le terapie e l'alimentazione con le flebo, e le sue condizioni di salute sono peggiorate sempre di più.
Chi lo ha visto ieri lo ha descritto come «molto provato» e indebolito dal lungo digiuno: il killer si limita a bere. In carcere Savi pesava 93 kg, poi scesi a 80 il giorno del ricovero. Oggi l'ergastolano pesa circa 73 kg e cioè 20 kg in meno rispetto al giorno in cui ha iniziato la protesta. Benchè prostrato, Savi ha ancora la forza di volontà di rifiutare il cibo e non corre immediato pericolo di morte: è chiaro però che la situazione non potrà continuare cosi ancora per molto. Savi protesta contro le condizioni della sua detenzione, chiede un lavoro dietro le sbarre e sprattutto il trasferimento al carcere di Firenze, dove abita la moglie. La «Uno Bianca» tra gli anni 80 e 90 si è macchiata di oltre 100 crimini, con 24 omicidi. (p.fiz.)