In Comune scoppia la lite sul bilancio
BEREGUARDO.Capita che il bilancio faccia discutere. Una parola tira l'altra e in consiglio comunale scoppia la bagarre. E' successo nell'ultimo consiglio a Bereguardo. Come ha spiegato l'assessore al bilancio Luigi Leone, a causa di alcune spese non previste (come il costo del progettista del cimitero o i pagamenti delle cooperative che gestiscono i servizi scolastici), si è reso necessario uno spostamento di risorse da alcune voci ad altre nel bilancio. A causa di somme ancora non entrate nelle casse comunali (tra cui un residuo attivo del 1998 ormai non più esigibile), durante l'amministrazione precedente, l'assessore ha previsto un possibile disavanzo di gestione, di circa 303mila euro. Tutto ciò, però, non è piaciuto alla minoranza, che si è scagliata contro la decisione di alienare gli immobili comunali. «Riteniamo che la vendita degli immobili delle frazioni per equilibrare un presunto disavanzo - ha spiegato il consigliere Gianfranco Peschiera - sia una scelta amministrativa errata». «Strano che non capiate il bilancio - ha ribattuto il sindaco Roberto Battagin - dato che l'avete fatto voi nella passata amministrazione. Stiamo mettendo le delibere anche sul sito del comune. Ci stiamo arrampicando sui vetri per pagare i debiti che voi avete lasciato». «C'è una precisa strategia di questa maggioranza - ha aggiunto Maurizio Tornielli - volta a screditare la precedente amministrazione, che ha portato il paese a buoni livelli di qualità della vita». «Vi ricordiamo - ha dichiarato la minoranza - che vi siete presentati agli elettori come lista politica con i simboli del PdL e della Lega Nord, illudendo i cittadini sul fatto che sareste riusciti a reperire le risorse e i finanziamenti pubblici che ogni altra lista civica difficilmente avrebbe raggiunto». «Noi lavoriamo per il paese e abbiamo il coraggio delle nostre azioni - ha detto Battagin -. In 3 mesi, nonostante il disastro trovato, siamo riusciti a raddrizzare le cose. Non avevamo nemmeno i soldi per pagare gli stipendi quando siamo arrivati. C'erano persone che usufruivano di cellulari del Comune senza essere consiglieri».
Michela Cantarella