Samoa, sale il bilancio delle vittime

ROMA.E' salito a 148 morti il bilancio, ancora provvisorio, dello tsunami che ha colpito Samoa e Tonga dove ora sono entrati in azione gli sciacalli. In territorio statunitense le vittime sono 34, 9 a Tonga e 97 alle Samoa e la Croce rossa stima siano 32.000 gli sfollati in tutta l'area. Un bilancio destinato a salire ancora, man mano che vengono raggiunte le zone del disastro dove i cadaveri sono stati trascinati in mare aperto o per centinaia di metri nell'entroterra.
Nell'isola di Upolu, la seconda dell'arcipelago delle Samoa, risultano completamente distrutti 70 villaggi, abitati da 300-800 persone ciascuno; nell'isola di Toputapu, a Tonga, è stato distrutto il 90% delle abitazioni.
Fra i morti identificati, cinque australiani, un neozelandese e un bambino britannico di due anni. Non si ha notizia di vittime italiane. Si prevede che vi siano altri turisti fra le vittime, ma è impossibile ancora accertarlo. Insomma il paradiso dei turisti è ridotto a un inferno. I quattro tsunami provocati dal terremoto sottomarino hanno distrutto in pochi minuti ogni insediamento turistico, spazzato via villaggi, raso a terra resort. Le onde, alte almeno 6 metri, hanno piegato gli edifici e risucchiato decine di persone in mare (molti, ignari, ancora dormivano nei letti).
Nel prato dietro il principale ospedale della capitale Apia, è stato allestito un container-frigorifero come camera mortuaria provvisoria, perchè nell'obitorio non c'è più posto. Uno strato di fango e sabbia copre edifici, auto, barche finite sopra gli alberi. I sopravvissuti raccontano scene di orrore (una donna ha visto portare via dalle onde i tre figli che giocavano sulla sabbia) e la gente raccoglie i pesci morti per sfamare i familiari. «Dopo la scossa - ha raccontato una turista di Sydney - per cinque minuti, si sentivano solo urla. Abbiamo cominciato a correre e sentivamo l'onda venire verso di noi». Una maestra neozelandese da un letto di ospedale nella capitale Apia, ha raccontato come è rimasta intrappolata sott'acqua: era con 20 bambini nel retro di un camioncino travolto dall'onda.
Intanto è scattata una massiccia operazione internazionale di ricerca e soccorso. Aerei militari australiani, neozelandesi e statunitensi hanno sbarcato personale medico e di soccorso, cibo, acqua e medicine. Un aereo cargo neozelandese ha consegnato una camera mortuaria e una squadra di esperti nell'identificazione di vittime. Nelle Samoa americane sono in arrivo rinforzi dalle Hawaii.
Ma ora la paura è portata anche dagli sciacalli. Le vie di Pago Pago, il capoluogo delle Samoa americane, sono in mano ai saccheggiatori. Lo ha denunciato ieri il ministero della Sicurezza. «Il saccheggio è un problema. Abbiamo pochi poliziotti che possono controllare la zona perchè la nostra priorità è portare assistenza alla popolazione che è stata coinvolta nella catastrofe», ha detto la portavoce del ministro, Betty Ahsoon. Nella città di Pago Pago circa il 90% dei negozi sono stati distrutti e vengono ora depredati dai saccheggiatori che cercano alcol, sigarette, cibo e mobili mentre i proprietari di alberghi e resort assoldano guardie private nel disperato tentativo di tenerli alla larga. (m.v.)