Deficit, nuova procedura Ue contro l'Italia
dall'inviato Alessandro Cecioni
GOTEBORG. Sono le banche al centro dell'attenzione dei ministri dell'Economia e delle finanze europei riuniti in Svezia. Molto più delle nove procedure di infrazione che saranno discusse a metà novembre e approvate a dicembre: c'è dentro anche l'Italia.
Le banche, dunque. Preda del «fantasma dell'avidità», che «non devono approfittare del ritorno all'utile per smettere il processo di ricapitalizzazione», anche se, sottoposte a «stress test» (simulazione di disastri venturi, per esempio un -2,7 di Pil), a fronte di 400 miliardi di euro di perdite mantengono capitali sufficienti.
La frase che dà la cifra della giornata la pronuncia il ministro delle Finanze svedese, Andres Borg: «L'avidità è un fantasma molto difficile da intrappolare, ma è importante che i banchieri e i mercati non sottovalutino l'impegno della politica per una nuova era di responsabilità». Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, con le banche ha un fronte aperto da tempo. «Il fantasma dell'avidità? Se lo dice un ministro liberale svedese...». Sottoscrive, insomma. E aggiunge: «Come l'urlo di Munch».
Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia, a Goteborg parla in duplice veste, come banchiere centrale e come presidente del Financial Stability Board. Dice chiaro che il cambiamento degli scenari, il ritorno agli utili, «non può essere motivazione per rallentare il processo di riforma e di ricapitalizzazione delle banche». Anche perché questi utili sono in parte dovuti a interventi pubblici.
Tremonti a fine giornata è molto rilassato, ha tenuto lui la relazione introduttiva all'Ecofin. «A un anno dallo scoppio della crisi - sottolinea - che cosa ci ha insegnato quanto accaduto?». «Ci ha insegnato che la crisi è stata combattuta bene dalla capacità di reazione immediata e globale, coordinata», spiega. Ora però occorre pensare alle strategie d'uscita, a quando devono essere ritirati gli aiuti, le misure di stimolo all'economia. Qui Tremonti individua delle criticità. «Di positivo c'è che la crisi è in fase di riduzione, di critico che non abbiamo ancora definito il momento delle strategie d'uscita». Non c'è accordo sul 2011, insomma, «si deve aspettare che i segnali si consolidino», dice Almunia.
Cosa vede il ministro all'orizzonte? «Due caveat e due target - dice mischiando volontariamente latino e inglese - uno dei caveat (messe in guardia) è la tenuta dei conti pubblici: è fondamentale, il debito è pericoloso. Il secondo caveat è l'inflazione, un fantasma che si aggira fuori dell'Europa, ma che va tenuto d'occhio. Il primo obiettivo deve essere il supporto all'economia privata con una riduzione fiscale, dove possibile, e agendo sulle regolamentazioni, è gratis, lo possono fare tutti». L'altro obiettivo, spiega il ministro, è «riprendere la discussione sugli eurobond», ovvero le forme di finanziamento per opere infrastrutturali.
Tremonti parla di conti pubblici e il commissario europeo Joaquin Almunia ha appena annunciato l'apertura della procedura di infrazione per altri nove paesi (undici l'hanno già avuta): Italia, Belgio, Germania, Olanda, Austria, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Repubblica Ceca. In pratica solo sette membri dell'Unione stanno sotto il 3% nel rapporto deficit-Pil, con la Finlandia che sta meglio di tutti (-0,5%). «Noi qui abbiamo un'esperienza che ci aiuta. E poi il nostro debito cresce meno degli altri», dice Tremonti.