«Chiara amica vera, non perdono Alberto»
GARLASCO. «Alberto non ha speso mai una parola in ricordo di Chiara, tanto meno quando si diceva navigasse sui siti pornografici. Ma Chiara non c'era più, non poteva difendersi. E lui cosa ha detto per proteggere almeno il ricordo di quella che era la sua fidanzata? Nulla, niente di niente». Maristella Gabetta è stata l'amica del cuore di Chiara Poggi. Ha vent'anni, studia Filosofia all'università di Pavia e abita in via Pascoli 5, di fronte alla villetta del delitto. Con Chiara, Maristella è diventata grande: «Avevo 8 anni quando ci siamo conosciute, lei 16. Il nostro era un rapporto speciale».
Maristella parla dal divano del salotto dove con Chiara trascorreva le serate a chiacchierare. Sorridente e cordiale, si incupisce se le si chiede di Alberto: «Non l'ha difesa quando avrebbe dovuto, questo mi ha fatto molto male». Maristella, in questi due anni si è fatta un'idea di chi possa aver ucciso Chiara?
«Ho la massima fiducia alla Procura di Vigevano. Preferisco non aggiungere altro».
E la perizia medico-legale che sembra smontare le accuse a carico di Alberto?
«Chissà quante cose non sappiamo delle indagini. Di tanto in tanto alcune informazioni diventano di dominio pubblico, ma credo siano solo la punta dell'iceberg. Bisogna aspettare».
Chiara è sempre stata descritta come una ragazza tranquilla, senza grilli per la testa.
«La ragazza più semplice che abbia conosciuto. Più che ingenua, era una persona limpida. Aspettavo rientrasse dal lavoro, succedeva quasi ogni sera. Poi puntualmente citofonava: arrivava in tuta, a volte in pigiama, ma a noi due piaceva stare comode. E poi si trattava solo di attraversare la strada».
Cosa ti manca di quei momenti?
«Mi manca il suo sorriso, le chiacchierate fino a tardi, persino i pettegolezzi. Di Chiara mi manca tutto, la sua passione per i gatti e gli animali, l'interesse comune per la montagna, quello stare bene insieme che non si può descrivere. Eravamo come due sorelle».
Le ha mai confidato problemi con Alberto o motivi di preoccupazione?
«Niente di particolare, la storia con Alberto era come tante altre. Alti e bassi, nella norma. Mi sembrava felice e concentrata sul lavoro, sentiva di essere in una fase importante della sua vita».
Hai mai incontrato Alberto dopo l'omicidio?
«L'ho incrociato una volta sola in tutta la mia vita, era al cinema con Chiara. Non penso mi riconosca nemmeno dopo tutti questi anni».
E la famiglia Poggi?
«A me basta vederli per sentire il nodo alla gola: c'è la signora Rita, c'è Giuseppe, Marco. Manca Chiara però, non riesco a non pensarci quando ci incontriamo».
Ricorda l'ultimo giorno in cui ha visto Chiara?
«Era la fine di luglio, lei era tornata da Londra mentre io stavo per partire per la montagna. Non ho notato nulla di strano, era serena. Ci siamo salutate pensando di rivederci dopo l'estate, pronte a tornare alle nostre abitudini».
Simona Bombonato