Hysa: «L'esonero di Diliberto per tagliare i costi di gestione»

TORTONA.Un esonero per contenere i costi. Cosi il nuovo proprietario del Derthona, Mehmet Hysa, spiega la scelta di sollevare dall'incarico il tecnico Paolo Diliberto e il suo staff (comprendente il secondo Enzo Miraglia, l'allenatore dei portieri Alberto Pavesi e il preparatore atletico Lino De Risi) e di affidare la squadra all'ex direttore tecnico Roberto Sorrentino. «In organico avevamo cinque figure tecniche, era necessario razionalizzare», spiega l'imprenditore di origine albanese. «Di comune accordo abbiamo deciso con Diliberto ed il suo staff la conclusione della collaborazione. Quando ci sono elevati costi di gestione, risparmiare decine di migliaia di euro è indispensabile. Piccole cifre che, messe assieme, diventano grandi».
Ora toccherà ai giocatori: «A tutti ho chiesto un ridimensionamento dell'ingaggio, con qualcuno c'è già l'accordo (Cacciatore, che è stato reintegrato, ndr). Agli altri la proposta verrà formulata in questi giorni. Credo che qualche piccola rinuncia, a fronte di cifre garantite, possa aiutare la società senza danneggiare i quadri tecnici». La scelta di Roberto Sorrentino è definitiva? «Al momento non c'è ancora una conferma, ma potrebbe diventarlo. Sorrentino non era stato interpellato prima dell'esonero di Diliberto: ha preso tempo un giorno prima di decidere. Altri allenatori sono stati contattati, qualcuno anche tortonese (Renzo Semino, ndr) ma nessuno si è detto disponibile. Sorrentino, che era nei quadri dirigenziali, conosce la situazione contabile e ha non ha chiesto aumenti».
I tifosi sono preoccupati. «I debiti esistono, ma non devono spaventare. Sono situazioni che si possono ripianare. Per quest'anno i soldi per affrontare il campionato ci sono: prevedo di ridurre i costi. Ho provveduto a saldare le prime spettanze ai giocatori. Per il futuro, sto contattando potenziali sponsor per creare un pool di soci e sostenitori. Ora detengo il cento per cento delle quote: con dieci imprenditori che mettono 10mila euro a testa, la gestione ordinaria è assicurata. E se si salisse di categoria ci sarebbero più persone attorno alla società». Ma è possibile coltivare ambizioni? «Perchè no? Basta trovare gli elementi giusti».
Stefano Brocchetti