«Nuovi poveri, il distretto faccia qualcosa»
VIDIGULFO.Nessuna assistenza domiciliare ad anziani e minori è stata attivata nel 2008 dal Comune di Vidigulfo. L'opposizione chiede chiarimenti sulle scarse iniziative di sostegno messe in campo nel settore sociale e l'Amministrazione comunale accoglie la richiesta, ma sposta l'attenzione dagli anziani alle famiglie che necessitano di effettivi sostegni economici. E' questa, secondo l'assessore ai servizi sociali Andrea Galbarini, la vera emergenza di Vidigulfo. Dai cassi integrati, dalle famiglie monoreddito arriva in Comune il grido d'aiuto. «Domandano un sostegno per arrivare alla fine del mese - afferma Galbarini -, il Comune dà un piccolo contributo di 500 euro che non risolve il problema».
L'assessore rilancia e propone ai Piani di Zona di Lardirago (Distretto socio sanitario di Certosa) la creazione di un fondo di solidarietà a cui attingere risorse. «Non possiamo dimenticarci di un problema serio che riguarda un buon numero di comuni che fanno parte dei Piani di Zona - spiega Galbarini -. La soluzione non è il piccolo aiuto offerto dal singolo comune a chi si trova in difficoltà, piuttosto un progetto unitario e concordato che eviti inutili campanilismi. E' necessario che gli enti lavorino in modo sinergico, integrandosi con le associazioni locali di volontariato».
«I bisogni sociali emergenti disegnano una situazione critica che va monitorata in modo costante - afferma Giovanni Magni, consigliere comunale del gruppo d'opposizione Progetto Vidigulfo -. Però chiediamo anche di conoscere meglio quali sono i disagi sociali presenti nel nostro territorio comunale».
Il consigliere d'opposizione pensa agli anziani soli, il cui numero è in continuo aumento, alle situazioni di disagio giovanile, al problema degli immigrati con figli».
«Per conoscere le problematiche di disagio sociale e le iniziative che si vogliono mettere in atto - sottolinea Magni - nell'ultima seduta del consiglio comunale abbiamo proposto la costituzione di una commissione».
«Il nostro obiettivo è attuare politiche sociali serie che tengano conto di tutte le situazioni di disagio - replica Galbarini -. E' necessario che i nostri interventi vengano inseriti in un più ampio progetto che coinvolga i Piani di Zona. Il distretto deve superare alcune carenze organizzative come il problema delle assistenti sociali, solo tre per 24 comuni»
Stefania Prato