Sartor: «Nascerà un film dal libro di Pallavicini»

PAVIA.Un film tratto dal libro «African inferno» del vigevanese Sandro Pallavicini. A volerlo realizzare è il regista Fabio Sartor che arriverà settimana prossima a Pavia per un sopralluogo con il suo produttore Marco Mandelli. E' già stato fissato un incontro in Provincia con l'assessore Renata Crotti. Sartor, volto della tivù e del cinema ha lavorato nei film di Peter Greenaway, Gabriele Salvatores, Giuseppe Piccioni.
Quando verrà a Pavia?
«Verrò martedi prossimo. Voglio farmi un'idea di Pavia, vedere le facce delle persone, fiutare l'aria, sentire le voci, il clima».
Secondo lei raccontare la storia di un italiano che d'improvviso si ritrova straniero a casa propria e che vede da vicino la vita degli immigrati è un'idea vincente per il cinema?
«Credo che quella di «African inferno» sia una bella storia da raccontare, una storia importante. Trovo che l'idea di base del libro sia molto cinematografica. Voglio raccontare il viaggio di una persona che tocca con mano la situazione e che arriva a un atto vero di umanità. Sono convinto che solo abbandonando le ideologie, sia quelle buoniste sia quelle razziste, si possa davvero mettere a fuoco le persone».
Ha già in mente come girare?
«Una delle idee portanti è quella di girare con molta nebbia, ho in mente le immagini del film «Il cappotto» con Rascel. Con la nebbia le persone si vedono solo quando ti vengono vicine. Mi piacerebbe anche mettere in evidenza una catena di contraddizioni e di luoghi comuni. Nel libro, c'è ad esempio, uno degli stranieri che, essendo cresciuto in Germania, considera l'italiano uno del Sud».
Lei è anche attore, intende avere un ruolo nel film?
«No, assolutamente».
Si può concentrare in un film un libro come quello di Pallavicini?
«Sarebbe sciocco tradire il romanzo».
Pallavicini sarà uno degli sceneggiatori?
«E' ancora presto per dirlo, ma mi piacerebbe perchè lui ha una conoscenza approfondita del tema». (l.l.)