L'Akragas vince, il patron dedica il successo al boss

AGRIGENTO.Bufera sulla società di calcio agrigentina dell'Akragas dopo la dedica «particolare» del presidente Gioacchino Sferrazza che domenica, alla fine del match vinto per 5-0 contro lo Sporting Arenella nel campionato di Eccellenza, ha pensato a Nicola Ribisi suo «amico fraterno», ma anche presunto boss Palma di Montechiaro, arrestato il 17 settembre scorso dalla polizia.
Una dedica «fuori luogo» per i cronisti. E il patron della squadra, indispettito, ha imposto ai giocatori e all'allenatore il silenzio stampa. Sferrazza ha sostenuto di avere «il diritto» di dedicare la vittoria a Ribisi: «Ho fatto la dedica all'amico Nicola, non al boss mafioso. Io non entro nel merito se sia colpevole o innocente: fino a quando non ci si sarà una condanna, Nicola per me resta un amico che fino a dieci giorni fa era con noi sempre allo stadio». Il presidente haricordato il «legame con la squadra dell'amico Nicola» sottolineando che la dedica «mi é stata chiesta da tutta la società, giocatore e tecnici».
Gioacchino Sferrazza, 45 anni, é titolare, assieme al fratello e altri familiari, di una catena di negozi che vendono dai giocattoli agli articoli da regalo. La sua passione per il calcio lo ha portato ad assumere due stagioni fa la presidenza dell'Akragas, la squadra di Agrigento che dopo avere militato anche in serie C qualche anno fa é fallita, ricominciando dai dilettanti. Un altro presidente dell'Akragas, l'imprenditore Gaetano Russello, fu ucciso inoltre il 9 luglio del '92 in un agguato di stampo mafioso.
Il questore, Girolamo Di Fazio, ha revocato per «motivi di ordine pubblico» la licenza di polizia concessa alla società. «Le licenze di polizia - ha spiegato il questore - sono rilasciate 'ad personam' e la storia personale del presidente dell'Akragas é cambiata dopo le sue dichiarazioni e quindi l'ho revocata». La squadra, in pratica, adesso é senza campo. La procura di Agrigento ha infatti affidato accertamenti alla polizia e alla guardia di finanza. La Federcalcio Sicilia ha trasmesso le dichiarazioni del presidente dell'Akragas alla procura federale, che ha aperto un'istruttoria ipotizzando la violazione dell'art. 1 del codice di giustizia sportiva su doveri di lealtà sportiva.