Il comitato anti-cava va all'attacco
VOGHERA.Aria di rivolta al confine con Pizzale, dove il caso cava continua a infiammare i residenti. Il loro sogno sarebbe continuare a viaggiare in auto, da e per Voghera, senza rischiare di essere travolti dai camion. Ma sperano anche di poter vivere ancora tra città e campagna e non in mezzo a camion carichi di terra che vanno e vengono.
Il comitato civico nato per contrastare il traffico di mezzi pesanti che scaturirà dalla nuova maxi cava in località Cascina Borrona è tornato a riunirsi. Un primo obiettivo è stato raggiunto: il sindaco di Pizzale, Sabina Rossi, insieme alla sua giunta ha incontrato i cittadini per un confronto a tutto campo sul progetto. Ora si vorrebbe un faccia a faccia con il primo cittadino di Voghera, Aurelio Torriani, e i suoi assessori.
Ieri sera una delegazione dei residenti tra Voghera e Pizzale ha preso parte alla seduta consiliare a palazzo Gounela.
Si chiedono risposte agli enti locali e all'Amministrazione provinciale perché non sia stravolta la viabilità tra Voghera e Pizzale, compromettendo quel po' di campagna che resta.
Il comitato chiede: «Gli amministratori locali sono davvero sicuri che il percorso scelto per le attività estrattive sarà una nuova provinciale? Perché si ha cosi fretta nell'avvio dell'escavazione visto che c'è tempo un anno? Qualcuno ha dimenticato che via Pragone di Pizzale, al crocevia del percorso individuato, è vietata ai mezzi pesanti? E che fine ha fatto il sottopasso che le Ferrovie hanno previsto di realizzare per i camion?». Dubbi anche rispetto all'ampiezza di strada Garile: «Come si fa a non vedere in che stato versa la piccola e stretta stradina di campagna che diventerà la nuova direttrice dei camion? A cosa servono piazzole d'interscambio a lato di strada Garile quando in caso di nebbia si rischierà comunque di trovarsi davanti, di colpo, un mezzo pesante lungo una strada inadatta a consentirne il transito?». Il comitato di controllo territorio, viabilità e ambiente chiama in causa la politica locale: «Eventuali incidenti che dovessero verificarsi sul percorso dei camion impegnati nell'escavazione di Cascina Borrona - concludono con fermezza gli esponenti del comitato - saranno responsabilità a carico degli amministratori pubblici che oggi hanno scelto i autorizzare il passaggio dei mezzi pesanti su strade non idonee».
Emanuele Bottiroli