Morto sul lavoro, oggi l'autopsia
OTTOBIANO.Non è escluso sia stato un capogiro a farlo precipitare nel lucernario, di cui le autorità stanno comunque verificando la conformità alle disposizioni sulla sicurezza nei cantieri. Secondo indiscrezioni, Agostino D'Azzo, il muratore 50enne di Ottobiano morto alle 11,30 di martedi mentre lavorava in via Asilo, a Garlasco, da qualche giorno non stava bene. Un malessere che potrebbe averlo reso instabile mentre operava sul tetto della casa che la ditta «Re Fulvio» di Garlasco, di cui era dipendente, stava ristrutturando da fine luglio. Questa mattina, all'obitorio dell'ospedale civile di Vigevano, potrebbe essere effettuato l'esame autoptico sul corpo dell'uomo deceduto sul colpo a causa di un trauma cranico violentissimo, riportato cadendo a testa in giù da un'altezza di circa sei metri. Tutto dipende dai tempi con cui saranno nominati i periti di parte. L'operaio edile era originario di Marineo, in provincia di Palermo. Viveva a Ottobiano da vent'anni. Abitava in una villetta di via Matteotti con la moglie Teresa e le figlie Emanuela e Cristina, 21 e 17 anni. L'Asl di Vigevano, che martedi ha disposto il sequestro del cantiere, ha consegnato alla Procura della Repubblica di Vigevano la prima relazione redatta sul posto appena dopo l'incidente. Ieri l'acquisizione di altri documenti presso lo studio tecnico di Achille Gennaro, direttore lavori e responsabile del cantiere, e di Mauro Martella, responsabile per la sicurezza. «La moglie è distrutta, un colpo durissimo per tutta la comunità: Agostino era stimato, una gran lavoratore». Cosi il sindaco Giuseppe Campeggi lo ha ricordato dopo avere incontrato i familiari.
Simona Bombonato