Scudo anche per il falso in bilancio


di Vindice Lecis
ROMA. Anche il falso in bilancio sarà coperto dallo scudo fiscale. Le commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno approvato il decreto correttivo e una nuova versione dell'emendamento Fleres (Pdl).
Modifica che amplia notevolmente le maglie della sanatoria garantendo cosi protezione e impunità per una serie di reati tributari. Dure critiche arrivano dal Pd: «E' una vergogna, un altro condono per favorire furbetti e colletti bianchi». Sono comunque esclusi dall'applicazione dello scudo tutti i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, vale a dire dal 5 agosto scorso. Su quest'ultimo punto si era aperto uno scontro tra la maggioranza e l'opposizione (Pd-Idv). Il centrodestra, che voleva estendere a chi avesse un procedimento penale in corso la copertura dello Scudo, ha dovuto fare una retromarcia. L'impunità sarebbe stata più estesa.
Il decreto correttivo, che sarà approvato oggi al Senato, prevede che il rimpatrio e la regolarizzazione si perfezionino con il pagamento dell'imposta (entro tre mesi) e non possono in ogni caso costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente in ogni sede amministrativa o giudiziaria. Una questione delicata che si è chiusa con una nuova marcia indietro e il ripristino del testo del decreto correttivo. C'è però una novità: viene infatti specificato che oltre la sede giudiziaria si fa riferimento anche alla sede civile, amministrativa o tributaria.
Per quanto riguarda invece l'ampliamento dei reati protetti dallo scudo fiscale, l'emendamento approvato in commissione (sempre a prima firma del senatore Salvo Fleres) specifica che lo scudo si allarga a un elenco di reati tributari (tra gli altri, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri artifici, infedele, omessa dichiarazione, occultamento o distruzione documenti contabili), ad alcuni reati penali (falsità materiale commessa da privato, falsità ideologica, falsità in registri, in scrittura privata, uso di atto falso, soppressione di atti veri) e soprattutto ai reati previsti dal codice civile di false comunicazioni sociali e false comunicazioni sociali in danno delle società.
Le reazioni dell'opposizione sono durissime. Per il segretario del Pd Dario Franceschini si tratta di una beffa per i cittadini onesti. La presidente dei senatori democratici Anna Finocchiaro parla di «un vero e proprio indulto», di «norme-vergogna e profondamente ingiuste» che «rompe l'intesa tra le istituzioni». Pierluigi Bersani attacca: «Gente che doveva pagare il 43% ha portato i soldi all'estero li riporta indietro pagando il 5». Si apre la strada alla «depenalizzazione di tutta una serie di gravissimi reati contabili» rincara Giuliano Barbolini (Pd).
Elio Lannutti (Idv) commenta: «E' un riciclaggio di stato, un condono tombale». Paolo Ferrero segretario del Prc definisce l'esecutivo come «il governo del malaffare». Per Pino Sgobio del Pdci lo scudo fiscale «è un'indecenza, con questo governo al peggio non c'è mai fine. Una regalia ai furbi, ai delinquenti a chi è abituato a occultare». La Cgil ricorda che i lavoratori «pagano dieci volte in più di tasse rispetto a chi in questi anni ha portato illegalmente i suoi capitali all'estero».
La difesa del provvedimento è affidata al senatore Gentile (Pdl): «Non è un'amnistia, basta con il muro contro muro».