Balossa ha pianto per Enrico Rolandi

MEZZANA BIGLI. Una folla commossa, forse mille persone, ieri mattina, ai funerali di Enrico Rolandi, il 38enne gestore del Bar Taja di Balossa Bigli, morto sabato notte dopo l'uscita di strada e le tremenda collisione con un palo dell'Enel sul rettifilo che porta a Casei Gerola.
E con la folla che ha assiepato l'area antistante la chiesa parrocchiale, troppo piccola per accogliere tutti, anche una decina di corone di fiori di amici e parenti e la maglia rossonera di Inzaghi, il suo idolo calcistico, posata sulla bara accanto ad un cuscino di fiori gialli.
Gli amici di Balossa e coloro che conoscevano ed apprezzavano Enrico per la sua solare giovialità di gestore di uno dei locali più frequentati della bassa Lomellina si sono stretti attorno ai famigliari che hanno seguito la bara sino alla chiesa, i genitori Maria Pia e Giuseppe, la sorella Maddalena, il cognato Francesco e tanti altri, ancora increduli per una morte cosi crudele. Ad accogliere la salma di Enrico in chiesa è stato il suono delle chitarre, proprio come sarebbe piaciuto a lui, appassionato di calcio e di musica. Le letture sacre sono state lette dalla sorella Maddalena: un brano di S.Giovanni dedicato alla speranza di vita eterna, una lettura cadenzata, solcata da molte pausa e da un nodo in gola smorzato a fatica.
Quindi il parroco don Gianluca Zagarese: «Difficile è rendersi conto di quanto accaduto. Ma occorre saper coniugare il dolore con la speranza della resurrezione». E, riferendosi alla vita terrena di Enrico segnata anche da diverse traversie, ha aggiunto: «Enrico ha dimostrato come si debba affrontare la vita con coraggio». All'uscita dalla chiesa, uno scrosciante applauso ed poi un silenzio quasi irreale hanno accompagnato la bara sino al vicino camposanto dove ora Enrico riposa.
Paolo Calvi