Nomadi, al Comune l'ultimo round
GAMBOLO'.Il Consiglio di Stato ribalta la sospensiva del Tar e autorizza lo sgombero del campo nomadi, riportando in vigore l'ordinanza che il sindaco di Gambolò Elena Nai aveva emesso all'inizio dell'anno. I nomadi però non vogliono abbandonare la striscia di terreno dove vivono da anni ai bordi del torrente Terdoppio. L'ennessimo capitolo della battaglia nomadi-Comune si è risolta questa volta a favore dell'amministrazione. Potrebbe essere il capitolo definitivo, anche se i sinti gambolesi giurano che non se andranno molto facilmente. «Vogliamo restare dove siamo - dice risoluto Franco Vara Bianchi - e non ci sposteremo. Non ci era stato detto niente. Mi chiedo che senso abbia una decisione del genere. Abbiamo incontrato nei mesi scorsi l'amministrazione, anche in un dibattito pubblico. Si era parlato di una collaborazione e dell'eventualità di costruire delle mini piazzole, ma tutto questo ora non potrà essere fatto». La prassi ora prevede che nei prossimi giorni ai nomadi venga consegnato un documento in cui si dice che devono allontanarsi: nel caso in cui non lo facessero ci sarà l'intervento della forza pubblica.
«Non staremo certo con le mani in mano - dice Vara Bianchi - e abbiamo già contattato i nostri avvocati e l'associazione Naga. Anche loro l'hanno saputo da noi. Nessuno aveva contattato il nostro avvocato per dirgli della decisione». La sentenza del tribunale amministrativo regionale è l'ultimo atto di una questione legale che ormai dura dall'inizio dell'anno. Da quando cioè il sindaco di Gambolò emise la prima ordinanza in cui si chiedeva l'allontanamento dei sinti. Il gruppo di diciassette famiglie di nomadi decise di fare ricorso al Tar, che si pronunciò in loro favore sospendendo l'ordinanza.
L'amministrazione comunale ha deciso però di costituirsi in giudizio sia davanti al Tar e di ricorrere al consiglio di stato. Che ha dato ragione al Comune. Rimane però da trovare una sistemazione al gruppo di sinti, a tutti gli effetti cittadini gambolesi. Molti di loro sono senza lavoro e hanno hanno come unico bene la roulotte in cui vivono. Da tempo chiedono un campo nomadi ma il progetto che era stato approvato dalla precendente amministrazione è stato sospeso. Ora non sono però allo studio soluzioni alternative per dare una nuova residenza ai circa trenta nomadi sinti di Gambolò.
Andrea Ballone