Caccia, via tra le polemiche
di Donatella Zorzetto
PAVIA. La stagione della caccia si apre oggi, ma tra le polemiche. Federcaccia, in guerra con la Provincia per l'abbattimento dei cinghiali fuori stagione, esulta: «Il Tar ci ha dato ragione». E passa all'attacco.
E' una guerra di lunga data quella che contrappone Federcaccia, associazione presieduta da Mario Baldi, che conta 4mila iscritti in provincia, e Carlo Sgorbini, presidente dell'Uncc (Unione nazionale cacciatori cinghialai), alla Provincia.
«Tutto è iniziato nel 2007, quando al termine di un incontro, l'assessore provinciale Mario Anselmi ci comunicò che di li a due giorni la Provincia avrebbe autorizzato l'abbattimento dei cinghiali negli istituti privati (riserve) fuori stagione: a partire da giugno - spiega Baldi -. Spiegò che la decisione era necessaria a causa dei danni che i cinghiali provocavano alle colture».
«Ciò voleva dire escludere circa 600 cinghialisti pavesi, e indirettamente favorire i privati proprietari delle riserve - incalza Baldi -. A nulla sono valse le successive riunioni con Anselmi». Perciò è stato presentato ricorso al Tar per ottenere l'annullamento delle determine dei dirigenti della Provincia che hanno autorizzato la caccia selettiva dal giugno 2008.
Il ricorso, proposto per conto di Baldi e Sgorbini dall'avvocato Gionata Romagnese di Pavia, contesta la violazione della legge regionale, là dove prevede una modifica al periodo di caccia subordinandolo alla preventiva predisposizione di piani faunistico-venatori. «I piani devono essere predisposti sulla base di censimenti che però in questo caso sono stati fatti da una società privata e limitati alle riserve private di caccia - sottolinea Baldi -. I risultati sono discutibili. Fra l'altro i cinghiali in circolazione, che l'anno prima scarseggiavano, stranamente si sono moltiplicati. E poi devono spiegare come mai, visto che i cinghiali erano considerati in sovrannumero, sono state posizionate mangiatoie di foraggiamento che richiamavano la fauna».
Federcaccia ha contestato anche altro. «Il prelievo selettivo è l'ultima soluzione - conclude Baldi -. Deve essere autorizzato solo quando i metodi di controllo 'ecologici" sono inefficaci. Ma questi metodi sono stati applicati?».
Di diverso avviso è l'assessore provinciale Mario Anselmi. Che spiega: «Si, abbiamo autorizzato anche quest'anno la caccia ai cinghiali fuori stagione. La sentenza del Tar dice che la legge regionale va applicata, ed è quello che abbiamo fatto. Inoltre sui piani di abbattimento, il tribunale si è confuso: ha applicato al nostro caso l'articolo che tratta dei comparti alpini. Infine sul censimento nelle riserve private, non possiamo far nulla. Sono le stesse riserve a scegliere la società. Poi l'Ispra decide». Ora l'Unione cinghialai pensa alle contromosse.
La caccia oggi inizia anche in Lomellina. Alla richiesta dei risicoltori di rinviare la stagione, Anselmi risponde picche. «Già esiste il divieto di cacciare nelle risaie - dice -. Basta farlo rispettare».