Il Mullah Omar: l'Afghanistan sarà la vostra tomba
dal corrispondente
NEW YORK.Guerra in Afghanistan, scudo spaziale nell'est europeo e armi nucleari in Iran sono i temi che domineranno la settimana di Barack Obama che domani arriva a New York per l'apertura dell'Assemblea Generale dell'Onu mercoledi prossimo. Oggi Obama rilascerà cinque interviste televisive in diretta ai principali network e mentre l'attenzione dell'America è sull'economia e sulla riforma del sistema sanitario non mancheranno domande sulla situazione in Afghanistan con la maggioranza dell'opinione pubblica Usa contraria a proseguire la missione.
Lo scontro avviene mentre Obama rimanda la decisione di mandare altri 21 mila soldati ma il capo del Pentagono dice si a una richiesta del generale Stanley A. McChrystal, capo delle forze Usa in Afghanistan, di mandare subito 3000 soldati come truppe di supporto, non da combattimento.
Una richiesta che emerge mentre i talebani lanciano un avvertimento alla coalizione internazionale di non fidarsi di Obama. «Non lasciatevi ingannare dalle sue dichiarazioni che la guerra è una necessità», ha detto ieri il leader talebano Mullah Omar minacciando conseguenze per le forze americane. «L'invasore farebbe bene a studiare la storia dell'Afghanistan da Alessandro Magno in poi». Il leader talebano ha intimato alle truppe straniere di lasciare il Paese ricordando loro che l'Afghanistan è stato la «tomba» di tutte le truppe coloniali.
La determinazione dei talebani di respingere gli sforzi Usa nella regione sarà uno dei temi del discorso di Obama all'Onu nell'ottica di una serie di manovre diplomatiche del governo di Washington. Una manovra che parte dalla decisione dell'amministrazione federale di abbandonare il progetto di un sistema antimissili in Europa dell'Est a cui il presidente russo Medvedev ha risposto in modo positivo. Da un incontro giovedi prossimo all'Onu fra Obama e Medvedev potrebbe emergere l'appoggio di Mosca contro l'Iran con ripercussioni su tutta la regione compreso l'Afghanistan.
Andrea Visconti