«Vogliono confondere le carte»

BRONI.Mentre il caso Farmabroni procede attraverso nuovi sviluppi, si guarda indietro al 2002, quando la Farmacia Comunale diventava Farmabroni Srl con il primo consiglio di amministrazione, composto dall'allora sindaco Elisabetta Troysi e due assessori, Patrizia Bancher e Daniela Fantoni. E' proprio Patrizia Bancher, ora consigliere comunale, che vuole esprimere il suo punto di vista in merito alle accuse, più o meno esplicite, che vengono mosse da più parti verso le scelte di questo primo CdA. Prime tra queste, i premi di produzione previsti per il direttore e la possibilità per lo stesso di assumere personale: «Si tratta di scelte che, se considerate errate, avrebbero potuto essere cambiate dal 2006, quando si è insediato il nuovo consiglio, a oggi. Tuttavia non sono mai state toccate».
E rispetto al comunicato stampa del CdA della Farmabroni diffuso nei giorni scorsi: «E' tipico di chi vuole confondere le carte, non tenendo conto del fatto che si parla di persone la cui dignità, la cui onorabilità e professionalità sono state messe in piazza. Tutto questo, prima ancora di appurare fatti e circostanze».
La Bancher vuole precisare che, se gli ammanchi sono stati trovati per intero, viene a mancare la motivazione di licenziamento del direttore da parte del CdA: «Solo l'ammanco di denaro sarebbe stata motivazione per il licenziamento. Non certo la scarsa redditività della farmacia, come sentenzierebbe un qualsiasi giudice del lavoro".
Nel comunicato si parlerebbe infatti di mancanza di redditività della Farmabroni: «C'è poi da chiedersi, quali parametri sono stati usati per misurare la redditività? Questa infatti non si può misurare con i ricavi, perché la loro flessione non è un indice di scarsa redditività».
Intanto quel che resta, per il consigliere Bancher, è il licenziamento di Pierluigi Carena: «Oltre all'accusa infamante di essersi messo in tasca più di centomila euro. Cosa che per ora sembra essere stata smentita. Si è voluto correre troppo, prendendo provvedimenti affrettati. E non se ne capisce il motivo. Mi auguro solo che il dottor Carena, una volta che sarà accertata l'infondatezza delle accuse che gli sono state rovesciate addosso, sia parco nelle richieste di risarcimento per il danno d'immagine subito».
Ma il problema non riguarderebbe solo il CdA: «Secondo la giurisdizione societaria è il CdA che risponde davanti alla legge del proprio operato. Tuttavia, in questo caso, essendo il CdA espressione della maggioranza che governa la città, il problema è di natura politica». E' cosi che, come capogruppo del PdL, la Bancher chiede che venga convocato al più presto un consiglio comunale dove «il sindaco ci dica come stanno veramente le cose».
Simona Contardi