«Studiare il dialetto va bene ma pure quello degli immigrati»

PAVIA.Lo studio del dialetto imposto per legge? Antonio Sacchi, capogruppo di 'Pavia per Albergati", ha presentato un'interpellanza agli assessori alla cultura e all'istruzione. Sacchi premette che una politica culturale debba presupporre «non la santificazione del dialetto come bastione di una concezione assolutista (leggasi razzista) di appartenenza alla terra e al sangue, ma casomai il rilancio di una vera azione di alfabetizzazione». L'esponente del Pd chiede ai due assessori «se abbiano in progetto di sostenere programmi definiti per legge» o se «al contrario abbiano l'intenzione di promuovere lo studio di tutti i fenomeni linguistici come espressione di costanti processi di trasformazione e di arricchimento nei quali si innerverà anche il contributo lessicale degli stranieri immigrati».