Berlusconi: la Rai attacca il governo


di Alessandro Cecioni
ROMA. L'one-man-show va in onda secondo copione, con una nuova parola d'ordine contro «la minoranza comunista e cattocomunista»: «Finché ci siamo noi questo stato non diventerà uno stato di polizia tributaria». Tutto secondo copione.
Le misure anti crisi, «34 miliardi per il welfare», i sondaggi, «il 68% degli italiani gradisce il presidente del consiglio». Vespa parla delle polemiche sulla messa in onda della sua trasmissione e ha in serbo la domandona: «Non sente il peso del conflitto di interessi?». «Le distorsioni sono queste: la Rai è l'unica tv pubblica che attacca il governo. Me ne citi una che non l'attacca. Report, Annozero, Ballarò, tutti contro di me. La manifestazione che l'opposizione sta mettendo in campo non ha ragione di essere. Siamo circondati, nella politica e nell'informazione da troppi farabutti». I danni chiesti? «Chiedere i danni dopo 5 mesi di attacchi è il minimo. Il ricavato lo verso al San Raffaele».
Servizio su Fini. «Io con lui non ho problemi, le questioni le ha sollevate lui. Tutte le volte che mi ha chiamato io sono andato da lui. E' stato deciso di riunire ogni primo giovedi del mese il direttivo, e ogni tre mesi la direzione. Io non ho assunto nessuna decisione, ho governato realizzando le cose che ho detto. Nel Pdl ognuno può esprimere liberamente il suo parere». Poi propone un «caminetto» con i tre coordinatori e Fini per discutere di quello di cui discute separatamente con la Lega, con Bossi ad Arcore. «Con Fini ci sono fraintendimenti superabili, un atteggiamento di grande apprezzamento». E ancora: «Se qualcuno pensa che sia diversamente possiamo chiarire».
Poi Vespa si scatena contro Sansonetti, direttore dell'Altro, per le polemiche sullo spostamento di Ballarò. Berlusconi: «Io avrei preferito trepidare per il mio Milan e registrare la trasmissione come d'accordo. Poi per cortesia ho accettato l'invito». Vespa lo consola mellifluo: «Il Milan ha vinto a Marsiglia 2-1 con una doppietta di Inzaghi». Vespa: «Non parli di minoranza comunista». «D'Alema è un vecchio comunista che sta li a fare il comunista da 40 anni. Usa espressioni da vero stalinista. Erano, sono e saranno dei vecchi comunisti. Abbiamo bisogno di un cambio generazionale». Paolo Gentiloni, Pd: «Mai vista una trasmissione con tanti insulti all'opposizione e alla libertà di stampa».
Anche Franceschini era stato invitato a 'Porta a Porta" però ha detto che non ci andava a per «non essere complice». Lorenzo Dellai, presidente della Provincia di Trento, che le case di Onna le ha costruite materialmente, era stato invitato all'ultimo tuffo, ma per sedere fra il pubblico. E ha detto no: «E' tutto il giorno che getto acqua sul fuoco, ma anche io ho qualcosa da dire nel modo un po' sovraesposto con il quale il governo sta gestendo la consegna delle case». Un po' sovraesposto, ecco. Prima che Berlusconi arrivi una trentina di militanti dell'Italia dei valori si schierano a davanti agli studi di via Teulada: «Non vogliamo che entri». Fatica inutile.
Ecco, si parte, tema di Tara, Via col vento, la sigla. Parte registrata, Vespa che intervista Berlusconi in un quartiere periferico. Di nuovo in studio. «Lei conferma che la gente entro fine dell'anno sarà in casa?», chiede Vespa. «Confermo. Entro fine settembre non avremo più una tendopoli aperta».