«Ecco i veri effetti della crisi»
CASEI GEROLA.«Una zona sofferente della nostra provincia, una zona che ha un forte bisogno di rilancio»: è cosi che alcuni sindaci dell'area oltrepadana che va da Bastida Pancarana a Casei Gerola denunciano la situazione quasi disperata dei loro territori.
La crisi globale ha messo in ginocchio l'area agricola e industriale del basso Oltrepo che ha subito, negli ultimi anni, il fallimento e la chiusura di due aziende importanti della provincia di Pavia, lo zuccherificio e la chimica Cerestar: «Le due ditte - racconta il sindaco di Casei Gerola Ezio Stella - impiegavano almeno trecento persone, tutte rimaste senza lavoro. La maggior parte di loro vive nella nostra zona».
Le amministrazioni hanno visto aumentare esponenzialmente il numero di richieste d'aiuto da parte di concittadini in difficoltà: «Ormai le richieste di aiuti economici sociali sono all'ordine del giorno - prosegue Stella - e la pessima congiuntura economica odierna non dà certo una mano a trovare lavoro. Speriamo che quelle rare realtà industriali che apriranno a breve in quest'area offrano nuovi impieghi».
Sono infatti almeno tre le ditte che si insedieranno tra Casei Gerola e Corana nei prossimi mesi.
«A breve - racconta Vittorio Balduzzi, primo cittadino di Corana - aprirà sul nostro territorio comunale una ditta che produce pallet. I lavori di costruzione dei capannoni stanno procedendo abbastanza velocemente, quindi credo che entro fine anno inaugureranno. Mi auguro che abbiano bisogno di personale».
Anche a Casei Gerola è in programma l'apertura di due nuove realtà produttive: un grande deposito di automobili sulla strada provinciale Voghera-Novara e il Cpr, un centro di lavaggio per gli imballi Cpr System che verrà inaugurato domani mattina alle 11.
Ma la carenza occupazionale non è l'unico problema della zona: «Stiamo tenendo sotto controllo l'impatto ambientale delle nuove realtà industriali - conclude il sindaco di Corana - perché la nostra zona è già stata colpita duramente dall'inquinamento: tra le discariche, la combustione dei rifiuti e le fabbriche chimico-farmaceutiche non siamo mai stati tranquilli da quel punto di vista. Per questo ora ci preoccupiamo di non peggiorare la situazione».
Giulia Cimpanelli