La ballata di Marco Paolini alza il sipario
PAVIA. Il sipario sulla nuova stagione del Teatro Fraschini, presentato ieri sera dal sindaco Alessandro Cattaneo, dal vice presidente vicario Raffaella Ciampi e dal direttore artistico Fiorenzo Grassi, si alzerà su una serie di spettacoli, dai più classici ai più contemporanei.
Singolare fin dal titolo, I Miserabili - Io e Margaret Thatcherdi Marco Paolini, che apre la stagione di prosa, è un 'racconto in forma di ballata" dove monologhi e canzoni narrano la metamorfosi della società italiana, focalizzando l'attenzione sull'economia e sull'influenza delle regole del mercato (27-29 ottobre). Ecco, poi, la cinica, stravagante 'commedia storica storicamente inverosimile" di Friedrich Dürrenmatt Romolo il grande. Mariano Rigillo, in scena con Anna Teresa Rossini e Martino Duane per la regia di Roberto Guicciardini, è l'ultimo imperatore romano, che si annulla nella pollicoltura, mentre i barbari sono alle porte di Roma (1-3 dicembre). Ambizione, coraggio, amore, tradimento, avventura: la leggenda del nobile che 'ruba ai ricchi per dare ai poveri" è diventata un coloratissimo musical. Robin Hooddi Beppe Dati fa ballare e cantare il principe della foresta di Sherwood (Manuel Frattini), l'amata Marianna, Fra Tuck, Little John, il crudele Sceriffo, banditi, popolani, dame, ancelle e servitori (31 dicembre - 1 gennaio). Metafora della condizione umana inchiodata dal tempo che scorre ad una realtà priva di senso che si popola di confusi ricordi, Giorni felicidi Beckett torna nella messinscena di Bob Wilson. Adriana Asti è Winnie, prigioniera della propria inarrestabile logorrea e del cumulo di sabbia in cui sprofonda. Teatro della negazione o dell'estrema speranza? (19-21 gennaio). Si prosegue con l'agghiacciante ricostruzione di alcune testimonianze del processo di Francoforte contro i responsabili del lager di Auschwitz. Nell' Istruttoriadi Peter Weiss 18 accusati sono interrogati dai giudici e dalle loro testimonianze si ricostruisce il calvario dei deportati. Tutti gli imputati sostengono d'aver solo obbedito agli ordini. L'olocausto è ancora un pugno allo stomaco (26-31 gennaio). Sarà quindi la volta della più politica delle commedie di Molière, Tartufo. Stavolta è Carlo Cecchi a riprendere la storia di un arrampicatore sociale, che riesce a trasformare il suo cinismo in credibilità, insinuandosi scivolosamente nella famiglia del ricco Orgone, conquistandone il favore, insidiandogli la moglie, facendosi promettere in sposa la figlia (9-11 febbraio). Ci sarà, poi, Franco Branciaroli, che in Don Chisciotteinterpreta il doppio ruolo del Cavaliere della Mancia e di Sancho Pancia, cui darà, imitandole, le voci dl Vittorio Gassman e Carmelo Bene. II vagabondare verbale dei due mattatori percorrerà alcune pagine del romanzo, rileggendo il principio stesso del teatro e il concetto di arte intesa quale imitazione (23-25 febbraio). Il nuovo allestimento firmato da Daniele Abbado del Cyrano de Bergerac, la commedia eroica post-romantica di Edmond Rostand, affida lo spadaccino e poeta, corteggiatore per interposta persona, nasone attaccabrighe, innamorato assoluto a Massimo Popolizio (2-4 marzo). Anche il film di Billy Wilder L'appartamentotrova la via del palcoscenico per il tramite di Massimo Dapporto. E' lui Bud Baxter, un impiegato che fa carriera prestando il suo appartamento ai superiori per le loro avventure extraconiugali. Ci va anche la ragazza dei suoi sogni, Benedicta Boccoli. Un ritratto della solitudine metropolitana cinico ed amarissimo sotto l'apparenza buffa (15-17 marzo). La badantedi Cesare Lievi (con Ludovica Modugno) riflette sui cambiamenti indotti nella nostra società dai nuovi immigrati. La storia, dolceamara, ha lo sviluppo di un giallo. I due figli decidono di affidare l'anziana madre ad una giovane dell'Est. Quando la signora muore, si scopre che l'eredità è scomparsa nel nulla... (13-15 aprile). Infine ci si confronta con l'ambiguo rapporto fra apparire ed essere, affrontato da uno dei ragionatori e dalle vittime che si vendicano di Pirandello, il Baldovino del Piacere dell'onestà. Costretto dai debiti a sposare una donna incinta Leo Gullotta simula una rigorosa moralità cosi da conquistare l'amore della moglie e una reale condizione familiare (3-5 maggio).