Il giallo della nave dei veleni


di Michele Inserra
COSENZA.Un cimitero navale nei fondali del mar di Calabria. All'interno scorie tossiche e forse anche radioattive. Un robot è riuscito a fotografare al largo di Cetraro, nel Tirreno cosentino, una delle cosiddette 'navi a perdere", scomparse da anni dai registri, che secondo il pentito Francesco Fonti sarebbe stata utilizzata per smaltire illecitamente rifiuti tossici facendo affondare i battelli. Si tratta di un mercantile lungo 110 metri situato a 480 metri di profondità. Nei pressi del relitto sono stati rinvenuti alcuni fusti.
Soltanto ieri dopo diversi giorni di tentativi, la nave di ricerca ha potuto raggiungere il luogo esatto del relitto. Le foto scattate sono adesso al vaglio dei tecnici, che cercheranno di individuare di quale nave si tratti. Il mercantile era ricoperto di vecchie reti di pescherecci impigliate sul grosso ostacolo. Il sospetto è che sia la Cunski, segnalata dal collaboratore di giustizia Fonti, in una dichiarazione spontanea, e descritta come una nave che trasportava 120 fusti di materiale tossico. Secondo il pentito, la nave farebbe parte di un gruppo di tre imbarcazioni fatte sparire grazie all'aiuto della 'ndrangheta.
Le ricerche sono state effettuate dalla società 'Coopernaut Francia", interpellata dall'assessore regionale all'ambiente Silvio Greco su disposizione del procuratore di Paola, Bruno Giordano, nell'ambito di un'inchiesta sull'illecito smaltimento di rifiuti tossici. I rifiuti tossici sono la nuova fonte di guadagno da parte della 'ndrangheta e non più solo monopolio della camorra. Gli introiti si raddoppiano con il traffico dei rifiuti. Più 'monnezza" si produce più soldi entrano nelle casse delle organizzazioni criminali che dalla spazzatura estraggono oro.
«Voglio dire - ha aggiunto il procuratore - che il merito è della Regione Calabria e dell'assessore all'Ambiente, Silvio Greco, che ha creduto in questa ricerca e ci ha supportato in ogni modo. Parliamo tanto delle cose cattive, come la malasanità, ma ogni tanto parliamo anche dei successi dovuti a tanto impegno». Il pentito Francesco Fonti aveva indicato proprio quell'area come un cimitero marino, dove le cosche facevano affondare le navi con i loro carico di fusti radioattivi. Ora la motonave 'Copernaut Franca" filmerà la sagoma sommersa.
Per la sparizione di queste navi sono indagati il boss di Cetraro Franco Muto e lo stesso Fonti. In quello stesso tratto di mare si arenò nel 1990 la motonave 'Jolly rosso" che s'ipotizzò potesse trasportare fusti tossici, sotterrati forse successivamente, lungo la costa. Motonavi battenti bandiera italiana, greca, maltese, di Antigua e di Saint Vincent, colate a picco tra 1981 e il 1993. Un racconto ulteriormente tinto di giallo dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Fonti, implicato in numerose indagini condotte dalla magistratura torinese e lombarda, pentitosi nel 1994.