Petite Messe Solennelle Cosi il vecchio Rossini componeva e pregava

PAVIA.Stasera alle ore 21 nell'Aula Magna del Ghislieri sarà eseguita la 'Petite Messe Solennelle" di Gioachino Rossini nella versione per coro, soli, pianoforte e harmonium. Pagina della 'vecchiaia" dell'autore, la Messe vide la luce nel 1863 a Parigi per essere eseguita l'anno successivo. Dovettero poi passare diversi anni perché la 'Messe" tornasse a calcare le tavole del palcoscenico (non si tratta infatti di brano destinato alla sola esecuzione liturgica), peraltro dopo aver visto un importante rimaneggiamento da parte dell'autore che pensò anche a una sua versione orchestrale ipotizzando, forse, una sua più facile circuitazione. L'aggettivo piccola trova la sola giustificazione possibile nella 'limitatezza" dell'organico (dodici voci, di cui quattro solisti, pianoforte e harmonium): la 'Messe" si compone infatti di quattordici numeri articolati in due parti, tutti dotati di piena autonomia stilistica e di caratteristiche proprie uniche. Con la 'Messe" Rossini sembra giocare con gli esiti non soltanto della sua lunga carriera compositiva ma pure con i risultati della riflessione silenziosa lontano dall'agone operistico: la 'Messe" riassume in sé il canto dell'operista che guarda con nostalgia al passato, con disincanto al presente, con pungente ironia al futuro. La 'Messe" a Pavia sarà diretta da Giulio Prandi alla testa dell'Arion Choir. I solisti sono Denise Araneda (soprano), Josè Maria Lo Monaco (contralto), Domenico Menini (tenore) e Christian Senn (basso). Al pianoforte Alessandro Marangoni, all'harmonium Guido Andreoli. Ingresso libero.