Due Comuni si mobilitano
VOGHERA. Oggi vive nel ventre della mamma, tra un mese verrà al mondo e una casa calda e confortevole non l'avrà più. «Non abbandonateci»: lei è incinta di otto mesi, lui è un palestinese regolare. Il capo famiglia ha perso il lavoro, a Salice, ed è stato sfrattato. Ora vagano e cercano un tetto. C'è chi forse li vuole ascoltare.
Nella ricerca disperata di una casa sono stati persino raggirati da un tale, che ha spillato loro 1100 euro con la promessa di una casa: hanno finito con il trovarsi a dormire per giorni nei giardini della stazione di Voghera. Solo l'altra notte, dopo essersi rivolti alla redazione della «Provincia pavese», sono stati accompagnati all'asilo notturno dello Zanaboni di via Cagnoni. Ambiente accogliente, ma a una donna in dolce attesa servirebbe una casa vera. E sono chiamati in causa gli enti. L'ufficio Servizi sociali è in corso Rosselli, il disagio sulle panchine e nei giardini del centro. Lo Zanaboni è un riparo di fortuna, ma non può essere la soluzione definitiva, non può diventare residenza fissa. Per strada, insieme ad altri girovaghi, c'è una mamma disperata con un marito carpentiere che avrebbe già un nuovo lavoro nell'astigiano. Un'occupazione che l'uomo non può accettare perché oggi significherebbe lasciare sola la compagna tutto il giorno. La 32enne e il marito 33enne, ieri, hanno cercato anche il sindaco di Godiasco, Anna Corbi, fuori ufficio per ferie. Sono risaliti sul pullman per tornare a Voghera: ai Servizi sociali gli è stato spiegato che devono tornare a fare appello al loro Comune di residenza (cioè Godiasco). Sullo sfondo resta il tema di tante case popolari inutilizzabili perché non a norma. Si chiama in causa anche l'Aler. Nel frattempo l'associazionismo non sta alla finestra.
Caritas in campo.Moreno Baggini, vice direttore dell'ente caritativo diocesano, spinge perché si crei una rete di operatori di strada: «C'è un disagio da intercettare, da conoscere e studiare uscendo dagli uffici. Noi, con il nostro camper, abbiamo toccato con mano un 'sommerso" che va indagato». E aggiunge: «L'emergenza casa è una priorità non solo per le fasce di reddito nullo o basso, ma anche per strati della popolazione con redditi nella media». Per la coppia di senza dimora scatta la maratona di solidarietà: «Caritas e Cav entreranno in azione subito», assicura Baggini. Emblematici i dati della Caritas diocesana: da gennaio a luglio sono state ospitate al dormitorio dello Zanaboni circa 200 persone, per la metà di origine straniera. Il 30% è in cerca di un alloggio stabile ed economico sul territorio vogherese.
Voghera chiama Godiasco.
Ieri confronto sul caso tra il sindaco, Aurelio Torriani, e l'assessore ai Servizi sociali, Giuseppe Carbone. «Sul capitolo aiuti alle famiglie bisognose - spiegano - noi investiamo centinaia di migliaia di euro. Ogni amministrazione del territorio, però, deve fare la propria parte. Non siamo distratti, ma non avendo risorse infinite dobbiamo fare delle scelte. E vista la coda quotidiana davanti alla porta dei nostri sportelli scegliamo di pensare, prima, a chi risiede in città».
Godiasco incarica Riva.Il sindaco Corbi, raggiunto telefonicamente, ora promette: «Non saremo sordi e immobili di fronte alle necessità della coppia».Il vicesindaco, Fabio Riva, raccoglie il testimone: «Cercheremo prima di tutto di studiare il caso in dettaglio e poi di fare rete con le altre istituzioni del territorio. Troveremo una soluzione sui fronti casa e lavoro».
Emanuele Bottiroli