Le piccole imprese sono le più colpite dalla crisi

VIGEVANO.«C'è il rischio che qualche azienda, dopo la cassa integrazione, non riapra». La conferma arriva anche dalla Cgil per voce del segretario organizzativo provinciale Graziella Galli, che si trova a fare un censimento delle realtà economiche a rischio. Si tratta nella maggior parte di piccole imprese.
«Ci sono aziende - spiega - che hanno effettuato la cassa integrazione ordinaria per mesi ed è difficile dire se riapriranno. Non saprei quantificare quante siano, ma sono in molte ad avere il coltello puntato contro». Al momento alla Camera del lavoro non fanno previsioni, anche se si ha la percezione che molte siano le situazioni a rischio. «Alcune imprese - continua Galli - hanno iniziato la cassa a ridosso delle ferie e hanno ancora un margine o un minimo di respiro. Ve sono altre, in crisi da più tempo, che non riapriranno o lo faranno a singhiozzo chiedendo ancora la cassa integrazione. C'è qualcuno che continuerà ancora in autunno, ma non si sa quale futuro possano avere».
Se al momento nemmeno in sede di sindacato si vedono delle soluzioni è anche difficili prevedere con quali tempi si svilupperà la crisi e fino a quando il periodo di difficoltà economica durerà. «Sappiamo che ci sono aziende - continua - che hanno cali di ordini. La situazione peggiore è senza dubbio quella di Vigevano. Li sono concentrare il maggior numero di fabbriche e la crisi dura da almeno due anni. Già l'anno scorso c'erano casi di cassa integrazione, ma quest'anno sono raddoppiati. E negli ultimi mesi si sono aggiunte sempre nuove ditte». (a.ball.)