Karzai: dialogherò con i talebani


di Bijan Zarmandili ROMA.«Nei primi cento giorni del mio prossimo governo avvierò un dialogo con i talebani, a patto che abbiano rinunciato ai loro legami con Al Qaeda e che riconoscano la Costituzione afgana». Favorito come prossimo presidente (48,6 per cento dei voti a scrutini ancora aperti e malgrado le accuse di brogli nei suoi confronti) Hamid Karzai parla del futuro dell'Afghanistan e cerca di mostrarsi come un presidente indipendente, innanzitutto nei confronti degli americani.
«Nessuno ha interesse che il paese divenga una marionetta nelle mani degli americani», ha detto Karzai dopo aver criticato duramente il raid aereo della Nato del 4 settembre a Kundus, dove sono rimasti uccisi decine di civili. Karzai ha tuttavia affermato che, riguardo a un eventuale dialogo con i talebani, la posizione di Barack Obama è differente rispetto al precedente presidente americano e che la Casa Bianca oggi non ostacolerebbe tale negoziato.
Restano però ancora aperte le polemiche che il raid della Nato a Kundus ha provocato e ancora ieri ci sono stati diversi altri scontri tra le Forze internazionali (Isaf) e i talebani con numerosi vittime da ambedue le parti e con migliaia di civili che fuggono dai loro villaggi. Intanto, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha ordinato un'inchiesta per chiarire la dinamica del raid della Nato, deciso da un ufficiale tedesco in seguito ad una informazione non verificata.
La Germania e la Francia sono propensi anche a promuovere una Conferenza internazionale sul conflitto in Afghanistan e ieri il ministro degli Esteri Franco Frattini ha annunciato l'adesione dell'Italia al forum che dovrà cercare una soluzione politica per l'Afghanistan e discutere di una nuova strategia per uscire dall'odierna empasse.
Anche i talibani ieri hanno chiesto un'inchiesta sulla strage dei civili a Kundus e nel frattempo è stato liberato, con un ordine segreto di Karzai, Seyed Pervez Kambaksh, il giornalista afgano da due anni in carcere con l'accusa di blasfemia, che correva il rischio di essere condannato all'impiccaggione.