Eni e Saipem, contrattazione bloccata
MILANO.Una richiesta di interdizione dal contrattare con alcune aziende petrolifere è stata presentata dalla procura di Milano nei confronti della Saipem e della controllante Eni nell'ambito di un'inchiesta su presunte tangenti pagate a politici nigeriani dal '94 al 2004 per ottenere appalti nel paese africano. L'inchiesta, per la parte italiana, vede indagati due manager della società ex Snam Progetti, ora Saipem. La richiesta del pm Sergio Spadaro sarà discussa in un'apposita udienza il prossimo 22 settembre davanti al gip di Milano, Mariolina Panasiti.
Le presunte tangenti sarebbero state pagate tra il 1994 e il 2004 a politici nigeriani da Tski, un consorzio internazionale per ottenere gli appalti del gas in Nigeria di cui faceva parte anche Snamprogetti. A Milano, nell'inchiesta dei pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, risultano indagati due manager della ex Snamprogetti (attuale Saipem) ma solo per il periodo 2002-2004. Nel luglio scorso, erano state eseguite perquisizioni negli uffici del gruppo Eni a San Donato e dell'Audit interno dell'ex Snamprogetti. Il procedimento milanese è parallelo a quello nato tempo fa in Francia, con risvolti in Gran Bretagna e negli Usa anche sulla scorta delle dichiarazioni di Albert Jackson Stanley, manager della multinazionale americana Kbr, che fa parte del consorzio Tski, che è uscito dall'indagine in Texas patteggiando sette anni di carcere.