Tremonti: «Evitata la catastrofe»
di Andrea Di Stefano
MILANO.«La crisi non è finita ma è stata evitata la catastrofe». Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha temporaneamente risotterrato l'ascia di guerra nei confronti delle banche che domenica aveva pesantemente bacchettato dal seminario Ambrosetti di Cernobbio. Secondo Tremonti, la catastrofe è stata evitata «perché è stato avviato un meccanismo di governance mondiale in cui l'Europa adesso si presenta in modo più unito di quanto lo sarebbe stata se la crisi non si fosse verificata». Secondo il ministro, intervenuto ieri a un dibattito alla Bocconi, «lo scorso autunno si pensava ad una rottura del sistema che avrebbe portato gli stessi effetti di una guerra senza averla combattuta. D'altro canto - ha ribadito - si sono verificati questi elementi di governance che hanno evitato la rottura. In Europa c'è stata una strategia di gestione comune della crisi, l'exit strategy sarà comune e coordinata. Non ci sarà un Paese che farà per conto suo e, se lo farà, sarà senza consenso. Abbiamo deciso - ha ribadito - di gestire l'uscita della crisi insieme».
Tremonti ha poi ribadito a più riprese che la causa della crisi non risiede nella globalizzazione ma nella cattiva gestione degli strumenti di regolazione. «La vera questione del nostro Paese è quella meridionale, che è quella di tutto il Paese, e parte del federalismo fiscale. Il federalismo fiscale è la riforma delle riforme, la madre di tutte le riforme». Dalla platea della Bocconi il ministro ha comunque aperto all'opposizione annunciando che il «Governo intende fare la riforma degli ammortizzatori insieme a voi», ha detto Tremonti rivolgendosi a Enrico Letta. Ma nonostante i toni meno accesi usati dal ministro l'atto d'accusa nei confronti delle banche hanno tenuto banco provocando una reazione polemica di parte del sindacato e dell'Idv per bocca di Di Pietro.
I vertici del sistema creditizio hanno scelto, invece, una replica molto ferma ma pacata. In un match a distanza tra Milano e Roma al ministro dell'economia ha replicato dalla capitale l'ad di Unicredit: «Il tema sollevato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, è molto corretto: su come si possono gestire le dimensioni delle banche rispetto ai Paesi in cui operano in relazione a eventuali situazioni di crisi». Alessandro Profumo ha però respinto al mittente le critiche rivolte al sistema creditizio italiano: «Non è vero che le banche non erogano credito alle Pmi. La banca di piazza Cordusio, ha ricorda l'ad, «in otto mesi ha erogato 7 miliardi di cui 2,3 miliardi di nuovi fidi o aumenti di fidi. In tutto Unicredit ha aperto verso le Pmi linee di credito per 36 miliardi e ha 30 miliardi di impieghi». Il banchiere ha anche respinto l'accusa di Tremonti alle banche di aver prestato attenzione solo ai propri utili: «Negli ultimi dieci anni il margine di intermediazione del denaro è passato a 35 da uno spreed pari a 100: abbiamo lasciato ai clienti il 65% dei margini. Questo, ha sottolineato Profumo, mentre non molte industrie hanno fatto lo stesso». Oggi, ha concluso l'ad di Unicredit, «sul lato delle famiglie abbiamo margini migliori dell'Austria e Germania».