Scuola, si prepara la contestazione
di Monica Viviani
ROMA.Si preannuncia «caldo» ancora prima di iniziare il nuovo anno scolastico. Dopo giorni di proteste a macchia di leopardo, proseguite anche ieri, contro i tagli del personale precario, dalla prossima settimana scatteranno quelle organizzate dai sindacati, che sono già al lavoro per mettere in piedi una grande una manifestazione nazionale con annesso sciopero.
Ad aprire la strada sarà domani la Uil scuola con manifestazioni in contemporanea in tutte le città italiane. Giovedi 10 toccherà alla Flc Cgil scendere in piazza con un presidio davanti al ministero dell'Istruzione durante il quale i componenti del consiglio direttivo nazionale non escludono di incatenarsi ai cancelli. Lunedi 14, giorno della prima campanella in diverse regioni, sarà poi una giornata di mobilitazione generale con la Gilda che effettuerà un presidio in piazza San Marco a Roma.
Intanto è guerra di cifre sui tagli di supplenti e personale Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi). Se per i sindacati si tratta di 25mila persone, per viale Trastevere saranno «solo» 10mila. Il «decremento» complessivo (pensionamenti compresi) di personale docente per l'anno scolastico 2009/2010 sarà comunque di 42.104 lavoratori a cui se ne aggiungeranno altri 45.236 nei prossimi due anni scolastici per un totale di 87.340 docenti in meno in un triennio. Per quanto riguarda il personale Ata il «decremento» sarà di 44.501 nel triennio: 15.167 quest'anno e il prossimo e 14.167 nel 2011/2012. La riduzione dei posti del personale docente nell'anno scolastico alle porte vedrà in testa la regione Campania che perderà 6.180 professori, seguita dalla Sicilia con 5.512 e dalla Lombardia con 4.874. «Considerato però - spiegano dal ministero dell'Istruzione - che quest'anno sono andati in pensione 32mila docenti, in realtà si ferma a meno di 10 mila il numero di insegnanti non in ruolo a cui non sarà riconfermata la supplenza».
Secondo il «piano salva-precari annuali» presentato nei giorni scorsi dal ministro Mariastella Gelmini, che il consiglio dei ministri dovrebbe vagliare mercoledi prossimo, a questi 10.000 supplenti sarà poi garantita un'indennità di disoccupazione durante il periodo non lavorativo grazie ad un patto con l'Inps e il ministero del Lavoro di Maurizio Sacconi. Nel frattempo questi docenti avranno, sempre secondo quanto prevede la proposta, la priorità nell'assegnazione delle supplenze brevi.
Ma i sindacati non sono d'accordo. E ribattono che la cifra fornita dal ministero (circa 10.000 posti) non tiene conto del fatto che i docenti interessati dai tagli, a causa del frequente frazionamento delle cattedre, sono in realtà molti di più. E in effetti nella tabella «che ci è stata fornita dal ministero - spiegano dalla Flc-Cgil - si ipotizzano tra i 18.000 e i 19.000 docenti precari licenziati a cui vanno aggiunti circa 7 mila Ata. Quindi la cifra di 25 mila è persino in difetto».