Con il Csi parte il progetto Soccer

PAVIA. Il matrimonio tra Pavia calcio e Csi per il progetto Soccer è cosa fatta. I particolari e le iniziative verrano presentate nelle prossime settimane, ma intanto l'occasione per parlarne anche con la Prima squadra azzurra è stato l'incontro di martedi sera per una cena in cui i giocatori del Pavia, guidati dal presidente Pierlorenzo Zanchi, hanno incontrato il presidente nazionale del Centro sportivo italiano (Csi) Massimo Achini. Il «Progetto Soccer» è stato elaborato dal Csi come proposta all'intero mondo del calcio professionistico italiano e dopo una prima esperienza con l'Ancona due stagioni fa è stato scelto non a caso il Pavia calcio. come sottolinea il presidente nazionale del Csi Massimo Achini: «Il protocollo che ci accingiamo a sottoscrivere nasce da una profonda riflessione, che parte dalla ferma convinzione che il mondo calcistico professionistico e lo sport calcio possono prendere per mano una realtà come quella del Csi, del calcio amatoriale e costruire una nuova allenza per il bene dei ragazzi. I professionisti possono fornire un esempio educativo per i giovani, ma è altrettanto vero che i giovani potranno dare qualcosa a calciatori professionisti come quelli del Pavia. Perché Pavia? Per una sperimentazione che il Csi vuole poi riproporre in altre realtà bisognava trovare una piazza a misura d'uomo, ma con una buona tradizione calcistica nel calcio professionistico. Pavia ha queste caratteristiche e soprattutto ha un presidente come Pierlorenzo Zanchi che ha una sensibilità educativa che non è facile trovare in altri suoi colleghi. E poi nella vostra città abbiamo da sempre una figura forte per il Csi come il presidente provinciale Sergio Contrini».
Pierlorenzo Zanchi ricorda le sue origini da calciatore nel Csi: «Avevo organizzato una squadra con amici, e per me oggi è un tornare al passato. Con Massimo Achini c'è un rapporto di stima reciproca. Quasi contemporanemente quando lui è passato dalla guida del Csi di Milano a quello nazionale io sono diventato presidente dell'Automobil club Milano e l'ho voluto nel mio consiglio direttivo. Con quest'operazione lo spirito è di riportare negli stadi l'educazione, al pari passo delle prestazioni della nostra squadra. Vincere educando è il segnale che vogliamo dare».
E riportare le famiglie negli stadi è un'altra filosofia del Csi: «Vivere con entusiasmo e gioia il calcio alla domenica al fianco del Pavia, di una squadra professionistica, è uno degli obiettivi che vogliamo perseguire senza presunzione», ribadisce Massimo Achini. Chi come Sergio Contrini da sempre lega il suo nome al Csi di Pavia, di cui è presidente, ricorda anche legami storici con la società azzurra: «Presidenti come Fasani o Migliorini erano uomini che venivano dal Csi prima di diventare presidenti del Pavia calcio - spiega Sergio Contrini - con il rilancio della società a certi livelli con la famiglia Calisti prima, e oggi con quella degli Zanchi, i giocatori del Pavia rappresentano per una città come la nostra un punto di riferimento, idoli positivi per i nostri giovani. Diventano una testimonianza educativa importante in questo progetto con il Csi».
Enrico Venni