Incarichi esterni, scontro politico

ZAVATTARELLO.Ripresa di settembre all'insegna delle polemiche in Comune A Zavattarello.
L'amministrazione del sindaco Simone Tiglio torna ai ferri corti con la minoranza rappresentata da Valter Vernetti. Scoppia il caso incarichi esterni.
Altre scintille, dopo quelle dell'ultima seduta consiliare pre pausa estiva durante la quale il capogruppo dell'opposizione aveva criticato la scelta della maggioranza di surrogare quattro membri della giunta, dimissionari in consiglio comunale. Oggi un altro braccio di ferro.
«Abbiamo appreso - spiega Vernetti - che sono stati affidati a due cittadini, sprovvisti di titoli e qualifiche idonee, non eletti e neppure candidati alle scorse elezioni, importanti funzioni come il coordinamento dell'attività del castello e dell'attività degli operai esterni. Sul punto non possiamo che essere critici». Vernetti attacca: «Non si comprende a quale titolo possano questi cittadini ricoprire certi ruoli in quanto non sono amministratori, non sono dipendenti comunali e neppure hanno qualifiche dirigenziali all'interno dell'ente. Non si capisce poi perché la giunta non abbia tenuto fede a quanto affermato in consiglio comunale dal sindaco. Fra otto consiglieri comunali e gli assessori si poteva certamente trovare chi avrebbe potuto adempiere a certi compiti».
La minoranza promette battaglia in consiglio: «Non pensiamo che per amministrare un Comune di circa 1000 abitanti non siano sufficienti un sindaco e ben dodici amministratori di maggioranza, tra consiglieri e assessori. Ogni amministratore ha già forse almeno un incarico e un settore di propria competenza all'interno dell'amministrazione? Come possono esserci in un comune di piccole dimensioni come Zavattarello dodici deleghe o settori che vedono impegnati tutti gli amministratori di maggioranza?».
Secondo Vernetti la squadra di Tiglio non è stata calibrata per amministrare: «Si sapeva fin da prima delle elezioni che amministrare un paese significava anche assegnare compiti delicati. Si è fatta una lista per amministrare un Comune o solo per racimolare voti a prescindere dalla disponibilità e dalla preparazione dei candidati? Dopo l'ampia propaganda elettorale le cose sono rimaste immutate e, tranne qualche piccolo intervento di facciata, non si sono visti quei sostanziali cambiamenti annunciati. Dopo il disfattismo strisciante degli anni scorsi si sta solo lavorando dando continuità al passato».
Emanuele Bottiroli