Contesa al cimitero Compra il loculo e lo trova occupato

PAVIA. Li aveva comprati per 400mila lire 18 anni fa: quattro loculi cinerari vicini tra loro, perché la famiglia restasse unita anche nell'oltretomba. Ma Bruno Esculi, un pavese di 79 anni, poche settimane fa ha scoperto che una celletta era stata 'occupata" da una sconosciuta defunta. Cosi l'uomo, che ritiene di avere subito un danno dalla Socrem - la società a cui aveva fatto riferimento per garantirsi un posto per l'eternità - si è rivolto a un avvocato.
Il legale Pierluigi Vittadini di Pavia ha già pronta la lettera da spedire alla Società pavese per la Cremazione, che ha sede in via Teodolinda. «Chiederemo spiegazioni, poi valuteremo come procedere», dice l'avvocato. Ma il rischio che la vicenda approdi in Tribunale è concreto. Bruno Esculi non ha dubbi: «Ho subito un danno. Qualcuno dovrà spiegarmi perché la celletta che era riservata a mio figlio è stata data a un altro defunto».
I loculi, che si trovano nel tempio della Socrem rivolto verso l'ingresso di via Donegani, sono stati acquistati nel 1991, con un regolare contratto. «Ne avevo comprati quattro - racconta Esculi -, per mia suocera, mio suocero e mia moglie. Il quarto era per mio figlio, oppure per me, a seconda di cosa avrebbe deciso il destino. Versai subito 400mila lire, poi per gli altri anni ho mantenuto il diritto ad avere il posto dando, sempre in anticipo, altri 150 euro ogni cinque anni. Avevo pagato fino al 2010, per stare tranquillo. Ma una domenica di luglio, quindi poche settimane fa, durante una visita al cimitero insieme a mia moglie, mi sono accorto che, oltre a quella di mia suocera, l'unica già utilizzata, era stata occupata anche un'altra celletta, ma da una persona che non avevo mai visto prima. Tutto il rispetto possibile nei confronti della defunta e dei familiari, che non hanno responsabilità, ma mi chiedo come la Socrem abbia potuto impegnare un loculo che era già vincolato».
A rispondere, fornendo un'altra versione dei fatti, è il presidente della società, Pietro Sbarra. Che spiega: «E' vero che il signore aveva acquistato, diversi anni fa, dei posti per i familiari. Va detto, però, che la vendita non è nominale: vengono solo messi a disposizione dei posti vicini per i componenti della famiglia, se richiesto. Cosi è stato fatto. Solo che nel 2008 il figlio del signore ha ritirato la sua iscrizione dall'ente, perdendo ogni diritto. Nel 2009 le dimissioni sono state ritirate, ma nel frattempo il loculo era già stato riassegnato. A questo punto, però, abbiamo cercato di risolvere la questione nel miglior modo possibile, senza altre spese per il signore, offrendo diverse alternative, e comunque mettendo a disposizione per il figlio del signore un'altra celletta adiacente a quella degli altri componenti della famiglia». Ma Esculi vuole proprio il loculo che aveva scelto 18 anni fa. Cosi, ora, a sbrogliare la matassa ci penseranno gli avvocati.