Una festa senza alcol

VALLE SALIMBENE.Si avvicina la festa senza alcol: in un'estate in cui un minorenne inglese ha bisogno del trapianto di fegato perchè il suo è collassato dopo aver bevuto 30 birre a una festa e a Roma un ragazzo ubriaco è annegato nelle acque del Tevere sembra una vera e propria utopia.
Lontanissima dalla realtà di chi aspetta il fine settimana solo per fare il giro dei locali. I comuni di Linarolo e Valle Salimbene hanno comunque deciso di fare un esperimento, anche in concomitanza con la legge che vieta la vendita di alcolici ai minori di 16 anni: niente psicologi o conferenze, ma musica, dj e cocktail analcolici per una grande festa al Soleluna di Linarolo il 1 settembre.
Nel celebre locale dell'estate pavese il 1 settembre ci sarà la notte del «Ballo senza sballo» «Ubriachiamoci di vita». Dietro il bancone niente mojito né vodka, solo acqua, bibite e succhi di frutta per mettere alla prova la capacità di divertirsi senza «additivi». In palio magliette e gadget offerte dal Credito Cooperativo.
«Abbiamo già distribuito i manifesti, e le magliette sono sono pronte», spiega Daniela Gatti Comini, sindaco di Valle Salimbene. Nel manifesto ci sono tre ragazzi che mimano i gesti delle tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano, ma al contrario. Sono ragazzi che scelgono la notte senza alcol vedono, ascoltano e parlano.
«Sarà attivato un servizio pullman - spiega Gatti Comini - Si parte dalla piazza del municipio di Albuzzano alle 21.15, passa da Filighera in via Cairoli alle 21.25, a Belgioioso in piazza della Chiesa alle 21.45 e alle 22 arriverà a Linarolo in piazza Dante. Alle 22.15 a San Leonardo e alle 22.30 a Mezzanino. Il rientro è previsto all'una per Mezzanino e all'una e venti per le altre destinazioni».
A Valle le droghe hanno avuto una battuta d'arresto, ma la voglia di bere e fumare dilaga: i ragazzini, spesso di buona famiglia, bevono superalcolici, vodka e rhum soprattutto come aveva denunciato in sindaco qualche settimana fa, lanciando un appello ai genitori ad ascoltare e guardare i segnali lanciati dai figli.