Jaycee, decisivo l'intuito di due poliziotte

SAN FRANCISCO.Rapimento, stupro, abusi sui minori e altri ventisei capi di imputazione, oltre a un più che concreto sospetto di omicidi seriali.
Contro Phillip Garrido e la moglie si è scatenata la macchina giudiziaria americana, quasi rabbiosa per non essere riuscita a impedire i diciotto anni di violenze subite da Jaycee Lee Dugard, che ha vissuto adolescenza e pubertà tra le grinfie di un mostro e con lui ha avuto due bambini.
A rompere la successione di leggerezze e superficialità che hanno consentito all'uomo di farla franca per cosi tanto tempo sono state due donne, due poliziotte che presidiano il campus di Berkeley: Lisa Campbell e Allyson Jacobs.
Le due agenti hanno raccontato di essersi servite dell'intuito materno per capire che qualcosa non andava nel comportamento dei due bambini che Garrido si era portato con sé per il suo lavoro di propaganda religiosa: «Si comportavano come automi. La più piccola aveva un sorriso strano e mi fissava in modo penetrante. L'altra fissava continuamente il cielo». Le due sono allora andate a vedere nello schedario criminale chi è Garrido e da li la matassa si è dipanata fino alla liberazione di Jaycee e delle sue due figlie.
Fino qual momento le tre avevano vissuto con i due coniugi, e per un certo tempo anche con la madre di lui, nell'abitazione di Antioch, nelle tende in cui erano state confinate in quello che la polizia ha definito un «cortile nel cortile», seminascosto dagli alberi.