Sannazzaro, l'invasione Eni
SANNAZZARO.E' partito lo sbancamento sui terreni attigui alla provinciale per Pieve del Cairo, su cui l'Eni costruirà il nuovo impianto Est (Eni Slurry Technology) per la conversione totale dei residui del petrolio in prodotti leggeri. L'intervento prevede costerà 330 milioni di euro, con la messa in marcia entro il 2012. Nel frattempo a Sannazzaro arriveranno non meno di 800 lavoratori, tecnici ed operai al seguito delle imprese appaltatrici delle opere edili, meccaniche, elettriche, in arrivo prevalentemente da siti petrolchimici come Gela, Taranto, Livorno, Ravenna.
Come già in passato, i servizi del territorio saranno presi d'assalto da questo esercito che in Lomellina dovrà vivere per almeno due anni? L'assessore comunale Giovanni Zerbi non ha dubbi: «Dovremo confrontarci con questo impatto sociale. Le criticità evidenziate per analoghe immigrazioni dimostrano che i punti più fragili del nostro sistema sono la sicurezza, il disagio dei residenti, l'abusivismo degli alloggi affittati». Ma «vogliamo vederci chiaro. Nei prossimi giorni convocheremo un summit con polizia locale e forze dell'ordine per adottare una strategia di monitoraggio organizzato soprattutto dei flussi migratori italiani e stranieri». Si tenterà di seguire una linea comune «in materia di ordine pubblico dando massima attenzione al rilascio delle residenze». Ma l'assalto dei trasfertisti significherà anche altro: al seguito di ottimi lavoratori, potranno arrivare anche personaggi di dubbia reputazione. E Zerbi aggiunge: «Su questi si concentrerà l'attenzione. I rischi riguardano l'aumento della prostituzione, gli schiamazzi notturni, gli affitti abusivi. Cercheremo soluzioni coordinate per potenziare i controlli». L'assessore Roberto Fuggini fa infine il punto sulle videocamere: «Sono utili solo se funzionano. Si pensi che al mio arrivo in comune, su 27 disponibili solo tre erano in funzione. Per settembre l'intero sistema sarà attivo».
Paolo Calvi