Vigevano, vigilessa reintegrata dopo la causa avviata contro il Comune

VIGEVANO. A maggio aveva chiamato in giudizio il Comune, sostenendo di essere stata trattata con ostilità da parte del suo dirigente, e di aver subito uno svuotamento di mansioni e una dequalificazione professionale, fino al distacco dal settore della polizia locale, dove prestava servizio, al settore assetto del territorio. La vertenza lavorativa, però, adesso si è risolta con una conciliazione.
La giunta, a giugno, aveva deciso di resistere in giudizio, affidando l'incarico all'avvocato Umberto Sparano. Adele Milan, vigilessa in servizio al comando di Vigevano, assistita dall'avvocato milanese Giuseppe Bulgarini D'Elci, (cha già aveva tutelato un'altra dipendente, Gerlanda Montalbano, nella prima causa per demansionamento intentata contro il Comune), ha ottenuto quel che chiedeva: tornare al suo posto nella polizia locale.
Non è stata necessaria, questa volta, una sentenza del giudice del lavoro, perché nel frattempo è stato avviato un tentativo di concilizione che è andato a buon fine. La giunta ha approvato nell'ultima seduta il verbale di transazione. Nella delibera è scritto che «la signora Milan ha rinunciato al ricorso ed alle domande tutte con esso azionate». Il Comune, dal canto suo «si è obbligato a revocare il provvedimento di distacco della signora Milan presso il settore assetto del territorio e a reintegrarla, con effetto dal 1 settembre 2009, presso il settore polizia locale». Quanto cioè aveva chiesto la vigilessa, che è specialista in attività dell'area della vigilanza.
Per porre fine alla vicenda giudiziaria, entrambe le parti hanno deciso di arrivare a una transazione. La vigilessa si occuperà ancora, quindi, del suo lavoro al nucleo specialistico della polizia locale, con l'incarico di accertare le violazioni in materia edilizia e ambientale sul territorio del Comune.
Svolgerà anche le mansioni di ufficiale di giornata, partecipando alle turnazioni con i colleghi pari grado. Il Comune, inoltre, in virtù di questo accordo siglato davanti al giudice del lavoro, dovrà pagare 2mila euro all'avvocato della vigilessa, per concorrere alle spese da lei sostenute per la causa contro l'amministrazione.