«Racconto Brera, cacciatore di verità»
di Linda Lucini
PAVIA.«Niente rievocazioni, niente retorica. Sarà una festa di compleanno cosi come GiüànBrerafuCarlo l'avrebbe voluta». Parola di Giulio Signori, caro amico e collega di Gianni Brera, che presenterà in università a Pavia il volume «Viva Brera. Abbasso Brera. Un vita contro» l'8 settembre, giorno di nascista del Giüàn. Un volume che raccoglie immagini di Brera, ma soprattutto alcuni suoi scritti dedicati alla «provincia a forma di grappolo d'uva» come lui amava dire. Ci sono riferimenti alle terre del Pavese, all'Oltrepo, ma anche ai vini delle nostre colline, alla cucina. Il libro riproporrà anche un pezzo che Brera aveva scritto per un volumetto, ormai introvabile, della Camera di Commercio di Pavia incentrato sulle bellezze del territorio e sui suoi vini. Conterrà inoltre un ritratto firmato da Luigi Veronelli, insieme ad una lettera e a un commosso ricordo scritto all'indomani della morte di Brera. Parole piene di emozione per la sua scomparsa si trovano anche nelle pagine scritte dall'amico pavese Carlo Mo. Ed è stata proprio Paola, la figlia dello scultore, a raccogliere la testimonianza di Giulio Signori pubblicata nel volume: «Sono ricordi disordati - dice Signori - Brera era mio fratello maggiore. Io non ho avuto fratelli, cosi ho scelto il meglio sul mercato. Fui affascianto da Brera perchè era completamente diverso da quello che ero obbligato a subire da scrittori che non avevano fantasia nè capacità di analizzare quello che era un gesto atletico. Lui si è sempre dedicato a raccogliere e scrivere la verità, nel volo di un beccaccino, nel dribbling di Pelè, nel volo di Coppi verso il nulla, in un verso di Leopardi, nel sorriso di un figlio, nel profondo di se stesso».
Andare alla partita con Brera, per Signori era una sofferenza («Voleva sapere tutto sempre e guai a non dargli retta») ma di lui ricorda una generosità senza pari e poi la continua ricerca intellettuale: «Alle Olimpiadi del '76 a Montreal, arrivò da me e da Mario Fossati dicendoci: «Datemi degli spunti». E io non ho mai mancato di farglieli avere: gli giravo idee e intuizioni per mettere in moto quella meravigliosa macchina che Gianni era. E lui tutto scriveva con una diligenza quasi maniacale in quei taccuini da stenografo che si usavano allora. Ne aveva sempre due in una borsettina di pelle d'elefante che conteneva tutto: l'attrezzatura da fumatore di pipa, pillole misteriose comprate in una viaggio in Francia e mai usate, biro, fazzolettini, acqua di colonia e uno scomparto segreto a cui aveva accesso solo lui, zeppo di idee e sogni».
La presentazione del volume è uno dei primi appuntamenti messi a punto dal neo-nato Comitato pavese per ricordare la grande penna dello sport che è riuscito a riunire la Provincia, il Comune di San Zenone, l'Università, la Camera di Commercio e il Consorzio di Tutela Vini dell'Oltrepo. «E' un Comitato aperto - spiega l'assessore provinciale Renata Crotti - che raccoglie anche gli amici e le figure di spicco del mondo breriano. Questa prima iniziativa è anche una sorta di piccolo regalo postumo: far diventare Brera protagonista in quell'università che ha sempre amato ma con la quale non era riuscito a creare un rapporto stretto. Il rettore ne è stato felicissimo».