Ricordati i caduti

VARZI.Ricorre in questi giorni il 65º anniversario della battaglia del Monte Penice. La prima vittima del vasto rastrellamento il 26-27 agosto 1944 era stato il parroco di San Pietro Casasco (Menconico) don Paolo Ghigini, anni 68, seguirono poi altre persone.
Il primo partigiano a perdere la vita era stato il 26 agosto Gino Ferrari, abitante a Coli (Piacenza), militante nella 4ª Brigata Giustizia e Libertà. Poi perse la vita il partigiano Vittorio Negri, 30 anni.
Un'ultima resistenza all'avanzata dei tedeschi risale al 26 agosto sul Monte Alpe dove perse la vita il partigiano Gino Matti, 18 anni di Casa Matti, frazione di Romagnese. Verso sera del 27 agosto i soldati tedeschi sfondavano le linee partigiane della 4ª Brigata Giustizia e Libertà, minarono e dettero alle fiamme il ristorante Piazza dei Tre Passi e il grande albergo Buscaglia del Passo Penice. Dopo due giorni di aspri combattimenti i soldati tedeschi raggiunsero Bobbio dove per evitare rappresaglie gli abitanti del centro piacentino andarono loro incontro con la bandiera bianca e il crocefisso, con l'allora vescovo di quella diocesi, monsignor Bernardo Bertoglio.
Alle ore 11 di domenica prossima 30 agosto nella chiesetta dei Partigiani fatta costruire appena finita la guerra dal comandante Enrico Mattei nei pressi del centro Rai-Tv sarà celebrata una santa messa in suffragio di tutti i caduti sia civili sia partigiani.
Franco Draghi