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di Maria Berlinguer
ROMA. Ancora scontro tra Chiesa e Lega sull'immigrazione. Mentre Berlusconi cerca di ricucire con il mondo cattolico partecipando alla festa della Perdonanza all'Aquila e studiando strategie a effetto che prevederebbero la confessione, il suo alleato scatena nuove polemiche.
Roberto Cota, capogruppo leghista, dà addirittura del comunista a monsignor Marchetto, reo di aver definito un «peccato originale» le nuove norme sull'immigrazione.
Tocca a monsignor Antonio Maria Vegliò replicare alle parole di Roberto Calderoli che aveva criticato la sua presa di posizione di condanna contro l'introduzione del reato di clandestinità all'indomani della tragedia degli eritrei. «Le parole di Vegliò sugli immigrati non sono quelle del Vaticano nè della Cei, da cui anzi spesso lo stesso Vegliò è stato contraddetto», aveva detto davanti alla platea di Comunione e liberazione il ministro leghista.
Parole «inaccettabili e offesive», risponde Vegliò, una sorta di ministro della Santa sede per i diritti dei migranti. «Al riguardo, con tutto il rispetto possibile e solo per amore di verità vorrei asserire che come capo di dicastero ho il grande onore di fare dichiarazioni a nome della Santa sede, mai sono stato contraddetto dalla Conferenza episcopale italiana», sottolinea Vegliò.
Calderoli? «Forse aveva in mente altre situazioni o si riferiva ad altro». In serata la controreplica del ministro. Calderoli chiede come mai Vegliò abbia aspettato tre giorni per rispondere alla sue parole, e allude a «tensioni interne alla Chiesa».
E' un altro monsignore, Angelo Marchetto a far alzare i toni della polemica. La nuova legge che ha ristretto «le norme legate all'immigrazione irregolare e ha trasformato l'immigrazione in un reato penale» è «un peccato originale», scrive Marchetto sulla rivista americana Jurist. Per il segretario del pontificio consiglio per i Migranti l'introduzione del reato di clandestinità ha durissime ripercussioni sulla vita concreta dei migranti e delle loro famiglie ed è in contraddizione con gli insegnamenti della Chiesa.
«Le parole di Marchetto sono a titolo personale, sono espressione di un pregiudizio politico e non hanno nulla di religioso», accusa il capogruppo del Carroccio alla Camera, Roberto Cota. «Chi parla cosi sono i soliti che qualcuno definisce cattocomunisti e che in realtà hanno perso il 'catto" e sono comunisti: con tutto il rispetto monsignor Marchetto si sta esercitando nel creare comandamenti senza averne l'autorità», aggiunge.
Ma non c'è solo la Lega a intralciare la strada del dialogo tra Berlusconi e la Santa Sede. Ignazio La Russa si inserisce nella polemica. «Capisco la missione della Chiesa ma c'è anche un'altra missione, quella di chi deve fare rispettare la legge e far rispettare la legge è sempre giusto», dice il ministro della Difesa.
Da Palermo, per una visita privata agli eritrei ricoverati, Dario Franceschini accusa: «Quello che sta accadendo è una vergogna per l'Italia». Il segretario del Pd invita ministri e politici di destra ad andare a vedere «lo sguardo della ragazza che ha attraversato il mare per sfuggire a guerra e devastazione». Se la sua maggioranza non collabora il premier sta lavorando al disgelo. Anche per questo venerdi parteciperà alla messa celebrata dal segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, all'Aquila.