Boyette, primo abbraccio con Vigevano

VIGEVANO. Il primo scherzo, all'arrivo a Malpensa, per il dirigente Spaccasassi che lo aspettava. Poi pacche sulle spalle, simpatia e il sorriso che conquista. Jermaine Boyette, nuovo play della Miro Radici, sembra l'uomo giusto per Vigevano.
«Lo stavo aspettando agli arrivi internazionali, mi sono avvicinato e gli ho chiesto se era Jermaine Boyette, la sua risposta è stata negativa», racconta Spaccasassi. «Cosi, mi sono scusato e mi sono messo di nuovo in attesa, ma dopo qualche istante mi sono sentito battere sulla spalla. Era lui che, sorridendo, si presentava». Questo è stato il primo passo vigevanese del piccolo grande uomo arrivato dall' Illinois.
«Di Vigevano non conosco praticamente nulla», dice Boyette mentre sta per entrare al Centro Santa Maria ed iniziare la sua prima seduta di lavoro fisico con i compagni. «So che qui c'è grande passione. E' bellissimo lavorare in un posto dove la gente ha passione per la squadra e per il basket». Un abbraccio caloroso quando arriva Matteo Bertolazzi. I due si sono conosciuti al primo anno di Boyette a Livorno, l'ultimo del play parmense a Pistoia. Con Pearson e Ganeto, Boyette ha già fatto conoscenza. «Ciao, sono Mario. Lui è Federico, il capitano, e porta l'acqua», è la presentazione di Ghersetti con tanto di presa in giro a 'Mine" Ferrari che porta borsa e sei bottiglie di minerale. «La LegaDue è un campionato di tutto rispetto, quest'anno sarà ancora più difficile», riflette Boyette. «Il mio ultimo anno a Livorno è stato migliore del precedente, sia per continuità di prestazioni che come statistiche. Mi sono trovato molto bene con coach Sandro Dell'Agnello, adesso è a Venezia».
Nel cuore di Boyette c'è Dora, la figlia di 5 mesi: «La penso tanto, è fantastica. Spero che arrivi presto Natale per volare ad abbracciarla». Per quell'epoca, anche Vigevano conta di volare.
Fabio Babetto