Operai licenziati minacciano di avvelenare la Senna

PARIGI. È la minaccia ecologica la nuova arma degli operai disperati di Francia, e decisi ad ottenere gli indennizzi negati. Il bersaglio diventa ora la Senna con 8mila litri di sostanze tossiche pronti ad essere riversati nel fiume di Parigi.
A lanciare la minaccia, senza ultimatum, sono una sessantina di lavoratori della Serta, un'impresa di trasporti francese in fallimento che si trova a La Vaupaliere, in Normandia, vicino a Rouen. Nel piazzale della fabbrica, gli operai hanno posto mercoledi sera i barili pieni di additivi per carburante, altamente tossici, accanto al canale di scolo per le acque piovane che sfocia in un affluente della Senna. Gli operai minacciano di avvelenare le acque del Cailly, un torrente che scorre nella regione e nei pressi dello stabilimento, prima di gettarsi nel fiume di Parigi all'altezza di Rouen. Per togliere i barili, ritirare la minaccia ed evitare il disastro ecologico, gli operai chiedono, per ognuno dei 250 dipendenti licenziati, 15mila euro di premi extra, in più alla liquidazione legale. E di fronte al licenziamento, sono pronti ad andare fino in fondo. «Se non otterremo risposta, siamo pronti a mettere in atto la nostra minaccia, anche se conosciamo le conseguenze drammatiche del nostro gesto».