Al Pd si cena con l'inno di Mameli
di Denis Artioli
VIGEVANO. Tra un piatto di lasagne al forno e la salamella, un momento di pausa, per alzarsi in piedi, mano sul cuore, e intonare l'inno di Mameli. Da ieri, «Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta» fa parte del menu serale della Festa democratica del Pd, alla frazione Piccolini.
Alla Festa democratica del Pd, alla frazione Piccolini, fino all'ultimo giorno (il 30 agosto) le note dell'Inno di Mameli si mescoleranno nell'aria ai ritmi del liscio e della mazurka provenienti dalla balera che confina con il ristorante.
Chi vorrà, potrà anche cantare, visto che gli organizzatori distribuiranno ai presenti un volantino con il testo, sotto lo slogan: «Giù le mani dal nostro inno! No alla proposta della Lega di cambiare il nostro inno nazionale».
«Lo rilanciamo - dice Carlo Alberto Motta, consigliere comunale del Pd, tra i promotori dell'iniziativa - in contrapposizione alle affermazioni di Umberto Bossi, secondo cui tutti cantano il Va' Pensiero, perché ne conoscono le parole, e non l'Inno di Mameli».
Cosi, tra un bicchiere di Bonarda dell'Oltrepo e la lotteria che mette in palio la borsa della spesa, alla festa dei Piccolini ci si potrà immergere in un clima patriottico, alzarsi in piedi e intonare: «Dov'è la vittoria? Le porga la chioma ché schiava di Roma Iddio la creò».
La Festa democratica - aggiunge Carlo Alberto Motta - si conferma anche quest'anno come un luogo d'incontro amatissimo dai vigevanesi, soprattutto a pranzo e a cena. Ed è diventata anche l'occasione per conoscere meglio e apprezzare una volta di più l'inno di Mameli. Inno, che quando è suonato nella versione del coro orchestra Accademia nazionale di Santa Cecilia, è davvero sublime e la gente lo ascolta in assoluto silenzio».
Insomma, «l'elmo di Scipio» diventa dibattito anche tra gli affezionati della festa del Pd, che sono davvero tanti (mille coperti solo il giorno di Ferragosto). «Vogliamo ribadire l'importanza dell'Inno di Mameli come simbolo assoluto e intangibile dell'Italia repubblicana e democratica - sottolinea Motta - insieme al tricolore, i cui elementi cromatici sono fondamentali per il simbolo stesso del Partito democratico».
«E' una decisione presa per questa campagna mediatica della Lega d'Agosto - commenta Milena D'Imperio, già candidata pavese del Pd alle europee -. La vedo più come un'iniziativa per smorzare quei toni, e non credo che i militanti leghisti siano cosi affezionati al Va' Pensiero: è un'iniziativa furba della Lega, come il dialetto nelle scuole. La vedo solo come un messaggio agli alleati. Il rientro a settembre presenterà problemi ben più gravi della discussione sull'inno. Certo, quella degli amici di Vigevano, è un'iniziativa simpatica e hanno fatto bene. La festa di Vigevano è molto importante per noi».
Il segretario cittadino del Pd, Valter Ricci, spiega: «Abbiamo deciso questa iniziativa, ieri sera, per la prima volta. Lo faremo in altre occasioni, in risposta alle affermazioni di Bossi. L'inno di Mameli è l'inno di tutti e il Pd non lo assume a proprio simbolo: è l'inno italiano, non vediamo perchè lo si debba sostituire, è il simbolo dell'unità nazionale».
Anche i Giovani democratici si schierano a favore dell'inno di Mameli. «Abbiamo affiancato l'iniziativa - dice il portavoce, Emanuele Corsico Piccolini- per sottolineare che l'inno è un valore, che va sottolineato tutti i giorni, e non qualcosa da trasmettere solo prima delle partite». (ha collaborato Ilaria Cavalletto)