Treni, due giorni da dimenticare
di Filiberto Mayda
VOGHERA. Due giornate di tensione alla stazione ferroviaria di Voghera, giornate da incubo per i viaggiatori. A complicare il tutto, anche qualche incomprensione tra personale in servizio e utenti.
La vicenda più curiosa non viene confermata da Trenitalia, che parla solo di un intervento della Polizia ferroviaria per una coppia che non aveva pagato il biglietto. Sta di fatto, hanno raccontato alcuni testimoni, che lunedi sera, intorno alle 21, il personale ferroviario avrebbe fatto scendere da uno scompartimento i viaggiatori, poiché si trattava di posti riservati al personale. C'è stata una discussione, pare che un viaggiatore abbia scattato delle fotografie al personale che «occupava» il suo scompartimento e per questo sarebbe stato fermato da alcuni controllori della stazione. Insomma, una serie di incomprensioni forse diventate tali anche per il caldo e la stanchezza di chi viaggiava e di chi faceva viaggiare.
Ma il vero caos è avvenuto il giorno precedente, in prima mattinata. Un gruppo di viaggiatori è infatti sceso sui binari a protestare dopo che un convoglio, in arrivo da Ventimiglia in perfetto orario, si è bloccato sui binari. A bordo, d'improvviso, aria condizionata spenta. Poco dopo l'annuncio: motrice rotta. Nessun'altra informazione circa entità del guasto e tempi per la riparazione. Fra i passeggeri è cominciata a montare la tensione, acuita dal clima caldo e dall'elevato tasso d'umidità. A un tratto è esplosa la rabbia. Chi si è trovato intrappolato in stazione a Voghera ha voluto raccontare quegli interminabili momenti al quotidiano on line Affari Italiani: «Storie di ordinario pendolarismo - ha spiegato Daniele Riosa -. Dopo aver pazientato la gente, inviperita e accaldata si è accalcata sui binari in attesa di notizie. Quando ormai si disperava di sapere qualcosa una novità dall'altoparlante». «E' arrivato l'avviso - racconta Riosa - che il treno regionale sul binario 5 stava partendo e il capo stazione ha invitato i passeggeri del Ventimiglia-Milano a prenderlo. Nessuno se l'è fatto ripetere: tutti hanno preso i bagagli dagli scompartimenti del convoglio in avaria e si sono spostati. Quando sembrava ormai fatta, però, si è scoperto che il treno sostitutivo non avrebbe effettuato la fermata più importante per i passeggeri: nessuna tappa a Milano Centrale, snodo cruciale delle coincidenze. Quel treno avrebbe fermato solo a Rogoredo e Sant'Anna. E' per questo che qualcuno degli sbarcati ha tentato l'assalto al binario 3, dove si è fermato un mini convoglio diretto a Milano ma con solo 3 carrozze passeggeri. Spintonando qualcuno è arrivato dentro gli scompartimenti, gli altri si sono fermati quasi tutti in stazione ad aspettare che la motrice guasta fosse riparata. «Ci scusiamo del disagio - dice Trenitalia - ma abbiamo fatto tutto quello che era possibile per venire incontro ai viaggiatori. Viaggiatori che erano stati informati che il convoglio 'd'emergenza", che trasportava auto, non poteva fermarsi a Milano Centrale ma, straordinariamente, solo a Rogoredo, poiché era diretto in precedenza a Milano-San Cristoforo. I posti, peraltro, erano pochi, poiché il convoglio aveva tre vagoni. Ci spiace, davvero, ma è stato fatto tutto il possibile per superare l'emergenza».
(ha collaborato Emanuele Bottiroli)