«Niente festini, solo cene simpatiche»


di Maria Berlinguer
ROMA.«Non ho mai intrattenuto relazioni con minorenni né organizzato 'festini". Ho partecipato soltanto a cene certamente simpatiche, ma assolutamente ineccepibili sul piano della moralità e dell'eleganza. E non ho mai invitato consapevolmente a casa mia persone poco serie». Per Berlusconi anche il quotidiano dei vescovi, 'Avvenire", che in più occasioni ha condannato il suo stile di vita, «è caduto nel tranello». Lo dice «concedendo» un'intervista esclusiva al settimale 'Chi", per altro di sua proprietà. E' l'occasione per togliersi qualche peso dallo stomaco su privacy, inno nazionale, figli, moglie e avversari politici. Il coro di polemiche scatenate dalla proposta della Lega che vuole abolire l'inno di Mameli? Al premier non fa nessuna impressione: «Non ho alcuna preoccupazione per la solidità di questa maggioranza», premette. Poi ripete quello che aveva detto nella serata della vittoria del Milan sulla Juve, quella in cui non ha premiato la sua squadra per la paura di prendere fischi dai tifosi, anche se ora dice di aver rinunciato alla premiazione perché sprovvisto di cravatta.
«Quelle di Bossi, al quale mi sento legato da amore fraterno, sono carezze per la sua gente, il suo popolo», dice a 'Chi". «All'inno di Mameli sono legati momenti di gioia e di commozione e poi sostituirlo sarebbe molto complicato», aggiunge. Berlusconi minimizza. In ogni caso è lo stesso Bossi a chiudere la querelle. Il senatur infatti fa marcia indietro e se la prende con i giornalisti che «andrebbero messi in galera» per aver montato un caso ad arte. Di tutt'altro avviso Carlo Azeglio Ciampi. L'ex presidente della Repubblica a 'Radio anch'io" si definisce amareggiato per le polemiche sull'inno e lancia un messaggio al mondo politico: «Per superare la crisi economica ci vuole unità e non divisione». Ripete che c'è un partito, la Lega, che vuole ancora la secessione, ma che non riuscirà a rompere l'unità degli italiani.
Nella sua prima estate da separato, Berlusconi torna a difendere la sua privacy, dopo gli scandali. «Il diritto alla riservatezza è una parte essenziale della libertà, ridurre la libertà altrui in uno stato di diritto è un reato grave per il quale non basta una multa, come fosse un divieto di sosta». Della sua prima estate senza Veronica dice: «E' difficile prendere atto che dopo trent'anni molto è cambiato nella propria vita, soprattutto quando si è vissuta una vera storia d'amore». Quanto ai figli e alla rivalità che si sarebbe scatenata tra Marina, primogenita del premier e della prima moglie Carla Dall'Oglio, e Barbara prima figlia di Veronica, il padre si sbilancia in favore della prima. «Ci assomigliamo molto, ci riconosciamo nei giudizi sulle situazini e sugli altri, abbiamo la stessa passione per i risultati che nascono dalla creatività e ci vogliamo moltissimo bene». E Barbara che ha concesso un'intervista a 'Vanity fair" piuttosto critica? «Non sapevo dell'intervista», ammette il premier, «ma era immaginabile che qualche settimanale avrebbe cercato il sensazionalismo, cioè di contrapporre mia figlia a me». Per il padre l'intervista andava benissimo ma è stata strumentalizzata. Per Berlusconi il «nuovo sport nazionale» è aggredire la sua famiglia.