Un tesoro off-shore di 11 mila miliardi
ROMA.Potrebbe ammontare ad una cifra da capogiro l'entità dei capitali nascosti nei paradisi fiscali di tutto il mondo. I conti off-shore, secondo le ultime stime, potrebbero valere oltre 11.000 miliardi di dollari. Si tratta ovviamente di proiezioni, fatte su valutazioni dell'Ocse, Fmi e Rete mondiale per la giustizia fiscale. Sono oltre 40 i Paesi in cui non vengono rispettate le regole standard del fisco a livello internazionale.
Sono proprio le enormi dimensioni della questione ad avere scatenato da parte di tutti i grandi Paesi una lotta all'evasione con tutti i mezzi possibili. Tanto più negli ultimi mesi, nei quali la crisi finanziaria ed economica ha sottratto importanti risorse e spinto a veri e propri piani di emergenza. Gli Stati operano con le loro norme ma anche sempre maggiormente in cooperazione tra loro. L'Ocse è una delle sedi principali dove si mettono a punto le strategie contro l'evasione. Ma gli organismi sono diversi. E' notizia di ieri, per esempio, quella relativa all'arrivo di un'agenzia europea, denominata «Eurofisc», per rafforzare la cooperazione tra gli Stati dell'Ue sul fronte della lotta all'evasione dell'Iva.
Si punta a riconoscere alle autorità fiscali nazionali «un accesso diretto ad alcune informazioni predefinite» sui contribuenti di tutti gli Stati membri.
Da Singapore alla Svizzera, dalle Bahamas al Liechtenstein: sono questi i Paesi più famosi nei quali aprire un conto, in violazione della legge, può portare enormi vantaggi fiscali. In ogni caso, si tratta di ordinamenti che non sono in una vera e propria «lista nera» perché hanno accettato e sottoscritto accordi per il rispetto di standard fiscali, anche se per ora non li hanno veramente applicati. Nella «black list» dell'Ocse, quella per intenderci degli irriducibili in cui non c'è neanche l'ombra di un accordo fiscale a livello internazionale, restano al momento quattro Paesi: Costa Rica, Filippine, Uruguay e isola Labuan della Malesia.
Nel mondo dei paradisi fiscali il ventaglio delle offerte è ampio: c'è chi offre la possibilità di aprire conti correnti senza l'obbligo di residenza o chi consente l'avvio di società senza alcun capitale di partenza. C'è infine chi permette la nascita di attività di intermediazione bancaria in totale deroga ai principi internazionali. (a.g.)